CSB RADIO

27
December
2012

Un drammatico dilemma

Marco Ferrini


Un drammatico dilemma di Marco FerriniPiù volte nel corso degli anni mi hanno rivolto domande simili a quella che recentemente  mi è stata posta nella seguente forma:

"Se una donna scopre di essere gravida di un bimbo affetto dalla sindrome di Down e non se la sente di portare avanti la gravidanza, l'aborto è tanto condannabile quanto l'aborto di un bimbo sano?"

Offro al riguardo alcuni spunti di riflessione attraverso questo blog, pensando che il tema, assai delicato e cruciale, possa essere d'interesse per più persone.

Come sapete, non sono un medico, né sono stato interpellato in quanto tale. Con l'intento di contribuire ad alleviare innecessaria sofferenza, rispondo ad una domanda che ritengo attenga all'ambito della filosofia morale. Per offrire uno spunto a chi scrive e a quanti altri possano essersi posti un simile drammatico dilemma, affronto la specifica problematica alla luce delle più recenti scoperte scientifiche.

Oggi la genetica, la branca della scienza medica che negli anni '80 del secolo scorso ha tracciato una mappa completa del genoma umano, consente attraverso una visita preventiva dal costo ormai generalmente abbordabile, di sapere con quasi totale certezza se una coppia che intenda sposarsi e procreare, sia geneticamente compatibile, ovvero se i partner siano idonei alla procreazione esente da malformazioni genetiche. Nello specifico, tale visita consente di sapere se i potenziali genitori hanno una composizione genetica esente da anomalie genetiche, le quali, in caso di gravidanza, provocherebbero disfunzioni gravemente invalidanti la vita psicofisica del nascituro.

Un drammatico dilemma di Marco FerriniDetto quanto sopra, per una coppia di giovani che desidera sposarsi - e avere prole - è consigliabile sottoporsi a visita genetica preventiva onde evitare di ricorrere in seguito ad un atto così violento e spietato quale l'aborto - che peraltro provoca un trauma etico-morale difficilmente superabile - adducendo magari il falso alibi della pietà in merito alla invalidante vita che sarebbe toccata in sorte al nascituro. Sorte che invece nel contingente si sarebbe potuta evitare con l'informazione e la prevenzione, evitando inopportuni fatalismi.

Dunque, per evitare il rischio di confondere la pietà con la negligenza, è importante che i potenziali genitori prima di metter su famiglia si sottopongano ad una visita genetica e si assicurino preventivamente di essere idonei alla procreazione, come dichiarano peraltro i massimi esperti in materia (si veda James Dewey Watson, premio Nobel in materia di genoma umano).

Se i genitori non dovessero risultare idonei o compatibili alla procreazione, consapevoli dei rischi che corrono e dei gravi danneggiamenti che potrebbero arrecare alla propria prole e di conseguenza a se stessi, sarebbe auspicabile che decidessero - seppur con comprensibile rammarico - anziché di procreare, di adottare un bambino, assumendosi le proprie responsabilità e onestamente chiarendosi tra loro fino a giungere ad una scelta condivisa.

Tutta la mia solidarietà ed empatia vanno comunque a quelle coppie che non avendo beneficiato di un'opportuna informazione preventiva, soffrono oggi le conseguenze di una genitorialità difficile. Possa su di loro venire in soccorso la solidarietà umana - istituzionale e individuale - e scendere l'ineguagliabile aiuto della divina provvidenza onde trasformare le loro difficoltà in preziose opportunità umanamente e spiritualmente evolutive.

Con speranza e fede,

Marco Ferrini (Matsyavatara Dasa)

 

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  • grazie per ricordarci il vero piano della Realtà, per gradi accessibile...grazie
    Beatrice

    Beatrice

    19. February, 2016 |

  • grazie per questa chiara e vera descrizione, che ci incoraggia al senso di responsabilità personale, grazie
    Beatrice

    Beatrice

    27. January, 2016 |

  • Grazie. Come sempre articoli molto interessanti
    Michele Francesconi

    Michele Francesconi

    29. December, 2015 |

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