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30
June
2011

Ritrovare il senso - Seconda parte

Marco Ferrini

Ritrovare il senso - Seconda parte

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I Maestri della Bhakti ci esortano a ritrovare il senso del vivere nel nostro quotidiano operare e ci mettono in guardia da tutto ciò che ostacola questa ricerca, anche dalla cosiddetta conoscenza quando è intesa solo come fine a se stessa e non funzionale all'evoluzione; si deve ricercare non quella conoscenza che inorgoglisce ma quella conoscenza che libera, che ci fa distaccare da condizionamenti, attaccamenti e sofferenze, che ci fa distinguere tra eros e amore e tra amore e amore, perché anche l'amore lo si può realizzare a differenti livelli. Esiste l'amore umanitario, che è sì virtuoso ma è come una lucciola nei confronti del sole che è l'amore per Dio, che è di dolcezza suprema e ineffabile quando Dio comincia a giocare con il suo devoto innamorato.

Nella via spirituale della Bhakti o Bhakti-Yoga si realizza Dio come persona, in un rapporto intimo di totale appagamento, in cui c'è così completa comunione che la relazione con Dio appare esclusiva. In realtà il Signore supremo ha con ogni essere un rapporto privilegiato ed unico: la compiutezza e la perfezione di quel divino Amore si manifestano all'infinito, in infinite forme che trascendono ogni umana concezione, e anche ogni più fervida immaginazione.
Dio non è solo energia. Con l'energia ci possiamo energizzare, ma non possiamo innamorarcene. L'innamoramento richiede la relazione con una persona. Il rapporto personale è indispensabile affinché possa sorgere l'amore, affinché l'amore possa essere espresso, condiviso, reciprocato.
La Bhakti è ben oltre la filosofia, che pur sempre rimane preda del dubbio della ragione; è ben oltre un'arida concezione impersonalistica del Divino ed è anche oltre i decreti della religione canonica, in cui l'uomo sembra quasi soggiogato nel suo rapporto con il Supremo, vincolato a proibizioni e restrizioni. Con la Bhakti la persona mette le ali. Vola sopra i dogmi e le regole imposte e scopre la sua intima e autentica natura. Realizza la libertà di essere se stessa, la libertà di amare veramente e spontaneamente, in maniera pura. La Bhakti troneggia sui canoni religiosi e li trascende, dopo che essi hanno espletato il loro indispensabile compito. Essi servono allo studente spiritualista come potente farmaco per debellare le “malattie”, in primis il condizionamento generato dagli attaccamenti mondani.
E poi, vinte le malattie e riguadagnato un elevato livello di coscienza, si realizza cosa c'è oltre: uno stato di salute che è incomparabile rispetto a quanto di meglio e di più virtuoso si è sperimentato prima. Allora e solo allora la terra e gli attaccamenti alle cose di questo mondo appaiono di poco conto, di nessun interesse se non si ricollegano al Cielo, alla sua soavità, alla sua purezza, al senso dell'esistere. Nel viaggio dell'uomo questa rappresenta una tappa cruciale, quella che anche Dante descrive nel primo canto del Purgatorio: “Per correr miglior acque alza le vele ormai la navicella del mio ingegno, che lascia dietro a sé mar sì crudele; e canterò di quel secondo regno dove l'umano spirito si purga e di salire al ciel diventa degno”. Occorre distaccarsi da questa terra, da tutto ciò che è mondano. Occorre liberarsi non dagli affetti ma dagli attaccamenti.
Dobbiamo davvero capire qual è lo scopo della vita, senza più titubanze o sbandamenti, con sobrietà e determinazione, senza illudersi di poter conquistare il Cielo in 24 ore, ma decisi a perseguire la meta come facevano gli antichi eroi, che non si ponevano la domanda di quanto sarebbe costata loro l'impresa in termini di tempo, energia, fatica, impegno: loro conoscevano la grandezza di quel che andavano cercando e sapevano che solo per quell'obiettivo valeva la pena vivere. Sapevano anche che il Supremo esiste ed interviene nei momenti di difficoltà, nelle crisi, che fa superare il senso di solitudine, che libera dalla rabbia e dal rancore quando si viene traditi.

...CONTINUA NEL PROSSIMO POST...

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  • grazie per questa chiara e vera descrizione, che ci incoraggia al senso di responsabilità personale, grazie
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    27. January, 2016 |

  • Grazie. Come sempre articoli molto interessanti
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