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11
December
2014

La Virtù dell'Umiltà - Seconda Parte

SECONDA PARTE - Marco Ferrini

Tra le virtù da praticare ho scelto di parlarvi dell’umiltà, e sapete il perché? Perché solo se umili riusciamo a perdonare. Perdonare consente a chi ha commesso errori - e in quanto esseri umani tutti ne commettiamo - di sopravvivere agli insuccessi e tentare di migliorarsi.

Si può essere umili di fronte all'arrogante?

Sì, è una delle migliori occasioni per non lasciarsi prendere dalla mente reattiva, scegliendo di non adottare il metodo del nostro interlocutore, evitando così di ricambiare in egual moneta.

Diversamente, otterremmo il risultato di raddoppiare l’errore, e due errori non sono meglio di uno. A poco varrebbe dire: ha cominciato lei o lui!

Di fronte all’arroganza, alla presunzione e alla prevaricazione merita agire con distacco emotivo, soprattutto in relazione a persone che non sono capaci di rimanere nel dialogo che produca un costruttivo confronto e, in qualche misura, alla condivisione che tutti, in più modi, arricchisce.

Ma, se non lo siamo, come possiamo diventare umili?

Con la pratica costante. Senza peraltro scoraggiarci ogni qualvolta che manchiamo il risultato.

Ma per riuscire a praticare con continuità è utile aver maturato alcune comprensioni o almeno essersi formati alcuni concetti. Ecco quali sono i più importanti.

Occorre acquisire la consapevolezza dell’immensità dell’universo e a confronto della dimensione limitata in cui noi siamo confinati. Siamo come un granello di sabbia nell’immensità di una spiaggia sterminata.

Dovremmo sviluppare la consapevolezza dei nostri limiti per riuscire a contemplare l'immensità dell’Universo, a vedere le sue meraviglie e ad intuirne la funzione evolutiva cui esso induce tutte le creature, e così divenire parte consapevole, grata e felice del gioco universale: io e gli altri nel gioco della vita.

Chi sono gli altri? Dio, il creato e tutte le creature.

Riconoscendo che siamo in un gradino evolutivo intermedio tra Dio e tutte le Sue creature, e che tutte hanno lo stesso diritto nostro alla vita, non sarà troppo difficile diventare umili! Riconoscendo i principi fondamentali di stretta parentela tra Dio, creato e creature tutte, noi inclusi, facciamo i primi passi nel diventare realmente umili.

L’umiltà è una di quelle virtù che ci consente di centrarci e ricollocarci in maniera armoniosa nell’universo. Essere umili non è un modo di porsi con cui ci si reprime e svaluta, diventando meno vitali, entusiasti e ispirati, fino quasi a sentirci inferiori e inutili; al contrario, l'umiltà ci colloca in una posizione di realtà che ha valore infinitamente più grande dell’orgoglio, figlio dell'illusione. Poiché all’illusione segue la delusione, è di gran lunga più conveniente liberarsi dai condizionamenti dell'io storico, fino alla realizzazione del sé spirituale. Quest'ultimo è parte integrante del Divino, avente le sue stesse qualità seppur in misura infinitesima. Poiché Dio è amore, eternità e infinita sapienza, anche una goccia di quell'amore, eternità e sapienza ha comunque il potere di soddisfare completamente l'anima.

Nella Brhadaranyaka Upanishad è detto che il Tutto (Brahman, lo Spirito supremo, in termini monoteistici Dio) promana infinite espansioni che a loro volta sono complete in sé e la cui promanazione non va a diminuire il Tutto.

Nelle Upanishad, opere sublimi facenti parti della letteratura vedica definita dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, è tracciato il percorso spirituale che consente alla persona di recuperare la consapevolezza della propria matrice divina, ricollegandosi al Tutto, a Dio.

Questa è in sostanza la Scienza dello Yoga per la reintegrazione del sé nella realtà universale, che insegna a sviluppare quell'alto livello di coscienza e quella conseguente sfera di emozioni, sentimenti, cognizioni, qualità e relazioni evolutive e costruttive che ci permettono di far fronte alle inevitabili crisi, drammi e tragedie che scandiscono l'esistenza incarnata.

Se siamo persone centrate, se viviamo in equilibrio e abbiamo realizzato la natura spirituale del nostro essere, riconosciamo che corpo e mente non corrispondono alla nostra reale identità e così, liberi da false identificazioni, possiamo attingere alle nostre qualità originarie, quelle spirituali.

L’umiltà ci rende molto più stabili e forti di fronte alle prove che a tutti la vita riserva, e consente di gioire attraverso la partecipazione all'avventura cosmica nel cammino verso la perfezione, fino alla vivificante scoperta del Creatore dietro al creato e alle creature. Possiamo così sviluppare una relazione di profonda comunione con tutti, vivendo in spirito di offerta e servendo il Signore con l’Amore più umile, dolce e sublime che l’essere umano possa sperimentare.

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