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14
October
2016

La filosofia perenne della Bhagavad-gita - Parte II

Bhagavad-gita: Manuale di Vita - Marco Ferrini

La Bhagavad-gita è una meravigliosa opera della filosofia perenne.

Anche secondo famosi filosofi occidentali quali Schlegel, Von Humboldt, Schopenhauer ed Hegel, è di fondamentale importanza per la storia dello spirito umano.

Paragonabile alla Bibbia dei cristiani per il suo valore fondante per la fede, manuale di vita per Gandhi, rivelazione divina per le principali tradizioni religiose hindu, è il testo sacro più diffuso e conosciuto al mondo.

 

In settecento strofe quest’opera celebra il dialogo tra Krishna, Dio eroe, ed Arjuna, principe guerriero.

Su di un carro da combattimento, nella sacra piana di Kurukshetra, trasformata per l’occasione in campo di battaglia, tra due eserciti schierati e pronti ad affrontarsi in una guerra fratricida, Krishna, per Jung immagine del Sé cosmico, rivela ad Arjuna, l’ego limitato, la scienza della vita e della realizzazione spirituale, indicandogli il sentiero del dharma (ordine socio-cosmico di origine divina).

La Bhagavad-gita fa parte del Bhishma Parva ‘il libro di Bhishma’, sesto libro del Mahabharata che è la più vasta epica mai concepita e scritta al mondo, costituita da quasi centomila strofe; sterminato campionario di personalità umane e divine, poema enciclopedico in cui trovano espressione i valori spirituali, etici e sociali della civiltà brahmanica.

La Bhagavad-gita è un compendio di dottrine cosmogoniche, antropologiche ed escatologiche, di filosofia, psicologia, etica e spiritualità, intrecciate tra loro sul rimando alla sostanziale continuità tra i diversi piani dell’essere e alla fitta serie di corrispondenze esistenti fra macrocosmo e microcosmo.

Se è vero che un testo sacro è valido nella misura in cui fornisce strumenti teorici e pratici per poter realizzare livelli superiori di coscienza, e quindi se offre concetti, intuizioni, modelli di vita adatti ad affrontare e risolvere i problemi esistenziali degli individui e quelli più complessi della società, allora non è azzardato affermare che la Bhagavad-gita è un’opera di intramontabile valore.

Gli studiosi di Filosofia delle Religioni vi approfondiscono le più importanti dottrine spirituali dell’India vedica e brahmanica; i sociologi l’architettura sociale contenuta nella dottrina del varna-ashrama dharma1; i politici possono riflettere sui drammatici dilemmi del principe Arjuna; per gli economisti quest’opera spiega i fondamenti di un’economia cosmica che unisce, in un rapporto di reciprocità, il mondo terrestre umano-naturale a quello celeste; e per gli psicologi rappresenta un prezioso strumento per comprendere e curare ogni aspetto della personalità umana.

Nella Bhagavad-gita trovano posto tutte e tre le vie tradizionali per il raggiungimento della liberazione (moksha): la via dell’azione (karma- marga), la via della conoscenza e della meditazione (jnana marga) e la via della devozione amorosa a Dio (Bhakti marga).

Quest’ultima rappresenta l’insegnamento essenziale e conclusivo della Gita e viene descritta come la strada capace di condurre ogni individuo alla riscoperta dell’eterna relazione d’amore che lo unisce all’Essere cosmico; una via per la completa reintegrazione del sé nell’armonia universale, grazie alla quale la persona può raggiungere tutti i propri fini mondani e nel contempo riscoprire la propria natura divina.

La Bhagavad-gita suggerisce infatti un’attitudine lontana tanto da un’illusoria identificazione con l’immanenza, quanto da una fuga verso una trascendenza astratta e spiritualistica, negatrice dei valori terreni e spregiatrice del corpo. Essa esorta piuttosto ad un agire pieno ma distaccato, efficace ma non mosso da volontà di possesso e di potere; un agire religiosamente offerto come un sacrificio, con gioiosa devozione, a Dio.

In termini taoisti, essa prospetta un equilibrio dinamico tra i contrari, azione e non-azione, ottenuto grazie ad una conoscenza superiore che consente all’individuo di esistere totalmente nelle sue coordinate spazio-temporali, di adempiere ai suoi doveri nel mondo senza evasioni pseudo meditative, e contemporaneamente di aprirsi ad un’autentica dimensione meta-storica e meta-temporale di comunione col Divino.

Marco Ferrini

  • Tags: arjuna, Bhagavad-gita, filosofia, gandhi, krishna, mahabharata, manuale di vita, marco ferrini, spiritualità

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