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15
May
2012

La felicità è la nostra natura

Marco Ferrini

La felicità è la nostra naturaI saggi vedici hanno spiegato che la realizzazione, la felicità e il successo sono nostre caratteristiche naturali, intrinseche; in un certo senso infatti, l’anima è già proprietaria di tutto perché è tutt’uno con Dio, con il Creatore, Bhagavan, in qualità non differente da Lui anche se in shakti incommensurabilmente meno potente. La consapevolezza di ciò è di per sé una garanzia di successo, con l’impegno imprescindibile di fare ottimo uso di tutte le risorse a nostra disposizione. Se ne abusiamo il disastro è sicuro, in particolar modo se abusiamo di persone, della fiducia degli altri. Le leggi del Dharma ci distruggerebbero. Non dobbiamo abusare neanche degli alberi o di un fiore; non dobbiamo abusare di niente, ma vedere tutto come parte di Dio e porre ogni cosa al Suo servizio.

Se avremo questa coscienza, anche se arrivassero risorse enormi sapremo impegnarle totalmente e con pieno successo al servizio di Dio, offrendole in sacrificio per il bene di tutti gli esseri. Pensate invece ai danni che arrecano coloro che hanno mezzi ma non hanno una coscienza elevata: vengono in possesso di qualcosa e pensano di esserne i proprietari assoluti, egoisticamente vogliono sfruttare quella sopravvenienza attiva a loro esclusivo vantaggio, magari anche a scapito degli altri. A causa delle loro menti contaminate, non conoscendo la scienza dell’azione, essi producono sofferenza e fallimenti, prima di tutto a se stessi, e poi la morte irrimediabilmente arriva e porta via tutto, anche gli apparenti successi mondani e le vane e fugaci illusioni.
Le comodità, così come il possesso di mezzi o di risorse, non sono di per sé negative o positive: tutto dipende dall’uso che se ne fa, che ovviamente dovrebbe essere finalizzato all’evoluzione spirituale. Ma nemmeno carichiamoci artificiosamente di privazioni o di ascesi inutili: Dio desidera la nostra felicità e noi possiamo essere felici senza dipendere in modo egoico da oggetti o circostanze esterne. Possiamo essere sempre felici interiormente, nel sé, utilizzando gli oggetti che abbiamo, per il servizio a Dio e per portare felicità agli altri.
E’ importante saperci preparare e predisporre al successo, così non ci capiterà di ritrovarci a viverlo da sprovveduti, magari semplicemente perché altri ci hanno permesso di salire su di un vascello che conduce al successo; se così fosse non potremmo rimanere a lungo a bordo; la prima ondata di Maya (confusione, illusione) ci tirerebbe giù, ci spazzerebbe fuori bordo. Maya è potentissima e, nei momenti di successo, sembra attivarsi ancora di più, diventando più potente, mettendoci alla prova nelle nostre motivazioni più profonde. Il successo ci consente di avere più risorse e mezzi a disposizione, più energie da spendere e da gestire: se però non si é ancora sufficientemente maturi, è facile in quei momenti fare investimenti sbagliati, puntando ad obiettivi fasulli e così, con un’energia potente mal utilizzata, andiamo veloci verso una meta che però non è quella giusta, quella che noi intimamente cerchiamo; meglio sarebbe stata non averla mai avuta. Per mantenere qualcosa stabilmente occorre prima maturare le condizioni coerenti e necessarie.
Il successo stabile infatti non è mai frutto di un colpo di fortuna, é l’esito di una serie di sforzi coscienti e coordinati, mirati alla realizzazione del sé. Del resto voi sapete che nella vita le opportunità ci sono per tutti ma solo chi é pronto  riesce a coglierle.
Il segreto per ottenere il successo è poi anche desiderare e attivarsi per favorire il successo altrui. La compassione, la benevolenza, la generosità, il desiderio di vedere gli altri realizzati e felici nelle loro aspirazioni elevate è la via più rapida per il nostro successo. E’ segno che stiamo procedendo nella direzione giusta quando il successo degli altri ci é caro quanto il nostro. Fino ad allora dobbiamo lavorare duro sul nostro carattere per vincere le tendenze egoistiche autodistruttive, quelle proiezioni illusorie della mente che ci fanno sentire separati e diversi dagli altri. Il nostro successo è portare altri al successo, ecco perché il sentimento della  compassione è così importante, potente, prezioso, quanto lo è quello della gratitudine nei confronti di chi ci guida con i suoi insegnamenti e con il suo esempio verso l’elevazione e la luce.
Adesso meditate, riflettete: se avete letto con attenzione, con cuore aperto, molti di questi concetti si scolpiranno vividi nella vostra memoria e diventeranno vostro patrimonio eterno, che potrete condividere con gioia con tutti coloro che vorranno.

Marco Ferrini
Matsyavatara das

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