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11
July
2012

La bellezza del risveglio

Meditazione e Risveglio - Marco Ferrini

La bellezza del risveglio - Marco FerriniNegli Yoga-sutra Patanjali spiega che possiamo accedere alla meditazione, dhyana, solo dopo che abbiamo raggiunto stabilmente la fase della concentrazione, dharana. La prima operazione da compiersi è dunque quella di eliminare qualsiasi forma di dispersione mentale. Dharana vuol dire far diventare la mente come una clessidra, che lascia passare un granellino di sabbia/pensiero per volta. Ma perché possa esserci dharana, dobbiamo aver praticato prima pratyahara, bisogna cioè aver già raccolto e acquietato i sensi avendoli sottratti ai loro oggetti. E’ più o meno come strappare un cane da un osso o un gatto da un topo; avete mai provato? E’ molto difficile, e anche se ci riuscite, la loro tendenza sarà quella di tornare verso l’osso o verso il topo; ritornano come elastici e non intendono separarsi da quegli oggetti. E’ una lotta. Così appare una lotta immane prendere i sensi e sottrarli ai loro oggetti; ma è possibile, spiega Krishna in Bhagavad-gita VI.35, con un impegno inteso e costante nella disciplina spirituale (abhyasa), con l'esercizio assiduo del distacco emotivo, vairagya, e per l'ineffabile grazia divina (prasada).

 

Pratyahara è dunque indispensabile, come lo sono asana (posture del corpo che favoriscono la concentrazione e la meditazione) e yama e niyama, i fondamentali principi etici da seguire per praticare con successo lo Yoga. Tutte queste componenti della pratica Yoga sono importanti per raccogliere e disciplinare i sensi. Neppure uno di essi dovrebbe sfuggire al nostro controllo, perché la mente ne rimarrebbe turbata e non si potrebbe raggiungere il livello meditativo e infine lo scopo dello Yoga, il samadhi, la consapevolezza della realtà.

La pratica meditativa, per l'arduo e fondamentale compito che si propone, va compiuta con rigore, costanza, intensità, entusiasmo e fiducia. Di fronte agli ostacoli che incontriamo, ricordiamoci che il lamento, lo sconforto o l'autocommiserazione sono come droghe che creano consolazioni artificiali e di fatto peggiorano le problematiche esistenti. Ognuno di noi non è mai stato vittima di qualcosa o di qualcuno, ma ha prodotto, più o meno consapevolmente, le situazioni in cui adesso si trova a vivere o che nel passato ha vissuto. San Bernardo diceva: “Le pene che ho, me le sono procurate tutte da solo. E’ per questo che non mi lamento e cerco piuttosto di operare al meglio per risolvere i problemi che mi sono creato”. Questo atteggiamento onesto permette di predisporsi in maniera costruttiva di fronte alle problematiche che s'incontrano nella vita, pronti a superarle e a perseverare con gioia nella scalata verso le vette luminose della coscienza, verso param gati, lo scopo supremo.

Secondo i testi dello Yoga della Bhakti, la meditazione sui Nomi divini è la più potente ed efficace perché ci riconnette direttamente al mondo spirituale attraverso la contemplazione di Dio e dei suoi eterni compagni, dei suoi nomi, delle sue avventure e giochi divini (lila). Se durante la meditazione visualizziamo il Signore nella sua dimora spirituale, ri-creiamo quella stessa dimora suprema dentro di noi. Allora davvero, gradualmente, potremo vedere. Finalmente i nostri occhi potranno contemplare la realtà; non saranno più come quelli disegnati sulle piume dei pavoni. Belli ma finti. Allora, e solo allora, il nostro respiro sarà indice di vitalità. Non sarà più come quello del mantice, che soffia ma è senza vita.

Tutto in questo mondo è fugace, precario, anche la nostra immagine allo specchio, perché quella che vediamo con gli occhi fisici è la dimensione dell’impermanenza. Cercate di vedere oltre, di ascoltare la voce del sé spirituale immortale, ben distinguendola dai brusii che vi sussurra la sua ombra, l’ego identificato con “io e mio”. Meditate sul sé, su Dio, e gradualmente sentirete manifestarsi in voi la meraviglia e la bellezza del Risveglio. La vita umana passerà in un soffio, scorrerà via veloce come una goccia d’acqua su di un petalo di fiore di loto, ma voi avrete vissuto fondati su realtà eterne, consapevoli della vostra essenza profonda, sperimentando l'Amore per Dio e per tutti gli esseri, che è lo scopo della ricerca e l'apice del Risveglio.

Marco Ferrini (Matsyavatara das)

 

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