CSB RADIO

18
July
2011

Intervista da parte di Aleksandar Todorovic (Akrura das) a Marco Ferrini (Matsyavatara das).

Marco Ferrini

Marco Ferrini Blog: la cura olistica delle personeAleksandar Todorovic: Mi piacerebbe che tu ci parlassi di alcuni dei principi fondamentali che favoriscono la cura olistica delle persone.

Marco Ferrini: Innanzitutto occorre distinguere tra coloro che hanno già fatto una scelta spirituale ben precisa e coloro che invece ancora non l'hanno fatto, ovvero che non sono alla ricerca di un vero e proprio sistema di valori etici né tantomeno sono pronti ad affrontare una conversione religiosa, ma che però sono interessati a risolvere i propri problemi esistenziali: sia a cercare soluzioni a questioni pratiche quotidiane sia a trovare risposte sul senso della vita e sul destino dell’uomo.
Ad entrambe queste categorie di persone possiamo offrire insegnamenti efficaci, ma utilizzando approcci e modalità differenti ed in particolar modo un linguaggio diverso, adeguato ai rispettivi bisogni e interessi. Lo scopo comune di queste relazioni d'aiuto è favorire la presa di coscienza della propria identità profonda di natura spirituale e del senso più alto del vivere. CONTINUA

Aleksandar Todorovic: Parlami per favore di entrambe queste tipologie di relazione d'aiuto.

Marco Ferrini: Inizierò parlando di coloro che hanno già fatto una scelta spirituale ben precisa. Quando queste persone mi dicono di avere “problemi spirituali”, io cerco di far comprendere loro che in realtà non esistono “problemi spirituali”. Le problematiche possono emergere sul piano fisico, psichico, emozionale, oppure su quello economico, sociale, professionale o ancora nella sfera della vita religiosa, ma non sul piano spirituale. Anzi, per risolvere tutte queste problematiche è proprio la presa di consapevolezza spirituale che risulta essere determinante poiché permette di acquisire un punto di vista superiore.
La crisi rappresenta una costante nella vita umana, ma è la modalità con la quale rispondiamo a ciò che ci succede che fa la differenza. Dunque, uno dei primi passi da fare è aiutare le persone a prendere coscienza dei propri automatismi mentali che inducono risposte inadeguate agli eventi. La persona va aiutata a guardarsi dentro, a prendere coscienza dei modelli di comportamento che inconsciamente utilizza e dei blocchi che ostacolano il suo percorso evolutivo. Generalmente inizio questo lavoro partendo dall'esplorazione di desideri repressi, traumi, paure.
Spesso incontriamo persone che, in nome  della spiritualità, vissuta in maniera immatura, hanno rimosso aspetti ctoni della loro personalità, o vicende buie della loro vita, senza aver cercato di illuminarli con una coscienza superiore e di risolvere così i disagi e le problematiche connesse. Le rimozioni sono tra le principali cause di forti crisi esistenziali e spesso sono favorite da astratte fughe pseudo-spiritualistiche. La Uddhava Gita offre al riguardo insegnamenti preziosi, spiegando come la vita spirituale debba prevedere in maniera imprescindibile l'osservanza rigorosa di fondamentali principi etici che portano luce, equilibrio ed armonia nella psiche e nella personalità nel suo complesso. Tali principi sono importanti anche perché permettono di soddisfare in maniera costruttiva istanze e bisogni negletti, spesso rimossi da tempo. Marco Ferrini Blog: la ricerca spirituale
Generalmente chiedo alle persone cosa loro piacerebbe fare, come vorrebbero essere, dove vorrebbero vivere e con chi; queste domande potrebbero apparire semplici o forse banali, ma esprimersi al riguardo risulta cruciale per fare chiarezza dentro di sé e favorire il proprio percorso evolutivo, lasciando emergere quegli aspetti della personalità sui quali si deve con più urgenza intervenire. Potrebbe ad esempio emergere il disagio che scaturisce dal fare un lavoro che non piace, dunque in questo caso si dovrebbero dare insegnamenti mirati su come superare il dualismo attaccamento-repulsione e su come approcciarsi a qualcosa che ci crea insofferenza  (dvesha).
Coloro che praticano gli insegnamenti della tradizione spirituale della Krishna-Bhakti , cui personalmente faccio riferimento, hanno tanti formidabili strumenti a disposizione per lavorare su loro stessi: la meditazione, la visualizzazione, azioni compiute in un uno spirito di offerta al Divino per il bene di tutte le creature, la compagnia di persone evolute che sono sul loro stesso percorso. Questa compagnia è uno dei principali fattori “terapeutici”, ma occorre beneficiarne non in senso astratto, bensì attraverso relazioni personali vissute con emozione empatica nella quotidianità e fondate sul fare le cose assieme. La condivisione di tali attività fatte per il bene comune risulta essere il migliore strumento di conoscenza reciproca, che permette di creare relazioni costruttive, solide, straordinariamente benefiche per lo sviluppo evolutivo di tutti.

Aleksandar Todorovic (Akrura das): Dunque, tutto ciò richiede lo sviluppo di relazioni eminentemente personali ?

Marco Ferrini:
Sì, certamente. Ogni persona ha da essere considerata come un mondo a sé, un affascinante universo coscienziale unico, diverso da ogni altro, con il quale stabilire una relazione altrettanto unica e speciale. Nessuno può essere incastrato in uno schema o etichettato in un determinato tipo psicologico. Ridursi ad una visione schematica diminuisce di gran lunga l'aiuto che possiamo offrire agli altri. Ci tengo a precisare che nel mio caso questo aiuto non è equiparabile ad una cura psicoterapeutica; esso attinge ad insegnamenti e valori spirituali che sono in grado di produrre armonia, equilibrio e benessere duraturo in ogni componente della personalità e in ogni sfera esistenziale (psicologica, sociale, professionale, ecc.).Gli strumenti messi a disposizione dalla tradizione spirituale della Krishna-bhakti sono formidabili, straordinariamente potenti, ma occorre imparare ad utilizzarli al meglio, comprendendo come applicarli al meglio su se stessi. Per fare ciò è importante che ciascuno sia incoraggiato ad andare in profondità dentro di sé, a cercare di capire realmente cosa sente, cosa ostacola e cosa favorisce il suo percorso evolutivo, in che modo può meglio esprimere la sua spiritualità e devozione verso il Signore. Come nella scienza ayurvedica è spiegato che ciascun individuo ha un determinato profilo psicofisico: pitta, kapha o vata, allo stesso modo nella psicologia trascendente, sul piano spirituale, ognuno di noi ha il proprio rasa o sentimento spirituale che in maniera peculiare lo collega a Dio. Riscoprendo quel rasa possiamo partecipare ad ananda, alla hladhini shakti, alla felicità che è intrinseca alla nostra originaria natura d'Amore.  E con la realizzazione di questo rasa scompaiono naturalmente ogni tendenza negativa e difetto di comportamento, dissolvendosi di conseguenza scoraggiamento, sofferenza, tristezza, paure, depressione. Dunque, aiutare le persone significa in primo luogo aiutarle a ricollocarsi nella propria originaria natura, stimolandole a fare ciò che ad essa è più consono e dal quale possono trarre autentici soddisfazione e beneficio. Ciò permette al soggetto di evolvere e gradualmente centrarsi nel proprio rasa; se non lo stimoliamo ad impegnarsi secondo le proprie coordinate di guna e karma (tendenze ed esperienze) e nell'ottica di realizzare la propria peculiare relazione con il Divino, difficilmente egli potrà vivere la vita spirituale in maniera gioiosa ed evolvere.

Aleksandar Todorovic (Akrura das): Quindi si devono impegnare le persone secondo la loro natura?

Marco Ferrini
: Sì, certamente. Ciò dovrebbe essere prioritario anche rispetto al principio dell'utilità pratica, perché solo in questo modo si può davvero offrire una buona cura spirituale.

CONTINUA...

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  • grazie per ricordarci il vero piano della Realtà, per gradi accessibile...grazie
    Beatrice

    Beatrice

    19. February, 2016 |

  • grazie per questa chiara e vera descrizione, che ci incoraggia al senso di responsabilità personale, grazie
    Beatrice

    Beatrice

    27. January, 2016 |

  • Grazie. Come sempre articoli molto interessanti
    Michele Francesconi

    Michele Francesconi

    29. December, 2015 |

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