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10
May
2011

Il valore delle relazioni

terza e ultima parte Marco Ferrini

Il valore delle relazioni

Fare un progetto di vita e lavorarci con continuità ci stimola a conoscerci  profondamente, a discernere tra il nostro io storico e il vero sé, tra obiettivi illusori e scopi di valore, tra relazioni effimere e relazioni propedeutiche al risveglio della coscienza, il tutto per favorire il grande viaggio di ogni essere umano verso la più elevata consapevolezza e la realizzazione del Divino dentro e fuori di sé. In ogni pensiero, desiderio, parola ed azione possiamo esprimere con intensità e ogni giorno con rinnovata freschezza la nostra istanza profonda di conoscere e amare noi stessi, gli altri e Dio, amando Dio in ogni essere e ogni essere in Dio. In questo modo dentro noi e in ogni persona che incontriamo getteremo semi di  amore vero, quel sentimento puro e universale che può appagare completamente l'anima.
Per sviluppare questo supremo amore occorre sviluppare le qualità dell'anima come fedeltà,  lealtà, castità, trasparenza, pulizia, veridicità, senso di responsabilità, affidabilità, compassione, coraggio, amicizia, determinazione, perseveranza, imprimendole nella mente e soprattutto nel cuore, non con sterile forza di volontà e freddo raziocinio, che rischiano di sfociare in caparbietà e durezza, ma con l'impeto vitale dell'anima che rende interiormente forti ma flessibili,  determinati ma dolci, entusiasti e pazienti allo stesso tempo, per la fede realizzata nelle infinite potenzialità del sé e per quella sviluppata capacità di equilibrio dinamico che ci tiene in piedi anche quando siamo urtati, anche se qualcuno ci provoca o ci disturba con un comportamento offensivo. Se seguissimo gli impulsi della mente reagiremmo con collera, con stizza, tirando fuori il peggio di noi, ma grazie alla pratica di una disciplina di vita, possiamo riuscire a trasformare queste pulsioni, canalizzando in modo costruttivo il loro potenziale energetico. La collera viene allora trasformata in parole che scrollano le persone dall'illusione senza ferirle, senza far perdere la speranza, ridando loro visione.

Questo equilibrio dinamico è indispensabile da svilupparsi, e per raggiungere tale scopo fino alla più elevata realizzazione spirituale la tradizione indovedica raccomanda il metodo  della sadhana-bhakti, collaudato da millenni, con efficacia sperimentata da innumerevoli persone. Una disciplina interiore di grande spessore per compiere la più grande delle imprese nella vita umana, quella dell'auto-realizzazione, che necessita di tutto il nostro impegno e di un orientamento sicuro, poiché ogni grande impresa è soggetta a grandi sfide. Se desideriamo relazioni di valore, tanti ci metteranno alla prova, con tentazioni e provocazioni. Ma se manteniamo salda la rotta, i piaceri fugaci gradualmente perdono di attrazione, le offese ricevute ci appaiono come grandi occasioni per superare i nostri limiti, e sempre più il Signore del cuore, che dal cuore parla al nostro cuore, Shri Kamadeva, soddisferà ogni nostro più intimo desiderio dell'anima, ogni aspirazione, ogni gioia che si desidera offrire al servizio di Dio. Chi desidera diventare un asceta diventerà un vero asceta, chi aspira ad essere un buon capofamiglia lo sarà, chi vuole produrre ricchezze a beneficio di tutti  svilupperà l'intelligenza e l'intraprendenza per farlo se si comporta secondo l'ordine cosmo-etico di origine divina che sostiene ogni essere e l'universo intero, mentre chi arraffa per sé non produrrà mai nulla, né per sé né per gli altri. Nessuno può essere felice se non è in un trend evolutivo stabile.
Per immetterci in questo trend evolutivo dobbiamo impegnarci a superare i nostri  limiti: quelli strutturatisi geneticamente, quelli che sono conseguenza dell'ambiente in cui si è vissuto e quelli che sono il risultato di errori compiuti.
Possiamo riuscirci se investiamo fiducia in noi stessi, nelle nostre qualità intrinseche, e in quelle altrui, riscoprendo quel tesoro che giace celato in ciascuno e che corrisponde alla nostra essenza profonda. I difetti, i condizionamenti, i limiti per i quali soffriamo sono superfetazioni che coprono la nostra vera identità.
Non scoraggiatevi se non vedete subito i risultati: in realtà essi si stanno già strutturando ad un livello più sottile anche se voi non li percepite con gli occhi fisici, ma chi è esperto e sa guardare nel cuore li vede.
Poiché tutto nel mondo è inscindibilmente collegato e per la legge universale della reciprocità tutto quel che è fatto è reso, per valorizzare noi stessi dobbiamo valorizzare gli altri, e lo possiamo fare se coltiviamo fiducia nelle loro qualità, esprimendo la convinzione che essi possono fare molto più di quel che credono ed essendo sempre pronti ad offrire loro parole di conforto nei momenti di bisogno, affinché il nostro ricordo possa aiutarli anche quando noi non ci saremo più o loro non saranno più con noi. Che le nostre parole e il nostro esempio di vita aiutino ad affrontare i momenti più duri, le prove più grandi, offrendo quell'energia e quella fiducia che serve per andare avanti anche se si è in salita, per poi magari scoprire - dopo la prima curva - che finisce la salita e inizia la discesa. Tanti di noi avranno già fatto questa confortante esperienza.
Ogni individuo può realizzare se stesso se s'impegna in attività costruttive volte alla realizzazione spirituale, le uniche che profondamente soddisfano permettendo di esprimere al meglio la propria creatività, e se coltiva relazioni che hanno scopo evolutivo, le uniche che colmano il cuore di gioia e che possono essere condivise con tutti, perché l'amore vero non è esclusivo. La relazione con Dio è quella che dovremmo più di ogni altra privilegiare, ma poiché ogni creatura è espressione del Divino, il rispetto, la premura, l'apprezzamento e l'affetto dovrebbero scorrere verso ogni essere.
Il destino del corpo è incerto, improvvisamente possiamo morire per una grave malattia, per un incidente o per chissà cos'altro. Non sappiamo cosa possa succedere a questa struttura della materia nella quale abitiamo, ma abbiamo una grande certezza: se qui ed ora intraprendiamo il viaggio evolutivo, esso continuerà anche oltre la dipartita da questo corpo fisico e ciò che abbiamo seminato qui fiorirà altrove rendendo facile e veloce il nostro progresso. Rinasceremo in un ambiente favorevole, da genitori che ci educano amorevolmente, incontreremo persone speciali che orientano il nostro cammino.
Cerchiamo di vivere in maniera più umile possibile impegnando le energie che il Signore ci dà al servizio Suo e per il bene di tutti, senza lamentarci se siamo chiamati a salire su di un trono o a sederci per terra. Se l'utilità è il principio, e se l'utilità è funzionale ad uno scopo evolutivo, dobbiamo essere disponibili a fare qualsiasi cosa siamo chiamati a fare, al di là delle nostre preferenze egoiche. La Katha Upanishad spiega che è dal dovere che nasce il vero piacere, quello che dura e che appaga completamente.
Parlare di temi come questi con chi ci sta più a cuore, con chi più è ricettivo, significa scambiare parole e gesti di amore: sono queste le effusioni  del vero amore, le espressioni del più nobile tra i sentimenti.
Amate, agite con il cuore, con spirito di gioco a favore del grande progetto evolutivo della vita. Questa attitudine vi dispenserà ogni gioia, vi permetterà di sviluppare ogni perfezione.

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