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22
September
2017

Il significato dei sogni ricorrenti

Marco Ferrini

In occasione del nostro ultimo incontro webinar, una partecipante mi ha posto la seguente domanda:

“Nei sogni ricorrenti trovo curioso osservare, in tal ricorrere, la presentazione continuativa a se stessi di una certa realtà. La rappresentazione onirica di questo tipo propone la situazione più volte, con similitudini che si protraggono e magari con particolari o emozioni leggermente diversi. Ma quale messaggio è insito nella ripetitività? Grazie, Edda.”

Come avevo promesso, rispondo a questo interessante quesito attraverso il mio blog a beneficio anche di altri che potrebbero essere interessati al tema.

Presso tutte le grandi civiltà del passato i sogni hanno riscosso un grande interesse. Egizi, assiri, greci, romani, celti e altri hanno rappresentato il sogni in tutte le loro opere artistico-letterarie e religiose. Basti ricordare la ricorrenza dei sogni nei testi sacri dei tre monoteismi mediorientali: ebraismo, cristianesimo e islamismo.

Dopo secoli bui, il sogno è tornato alla ribalta della cultura contemporanea grazie alla reinterpretazione che ne hanno dato Freud e Jung a partire dall'inizio del secolo scorso.

Nella tradizione Yoga, da millenni il sogno rappresenta una delle principali fonti di conoscenza di se stessi.

Negli Yogasutra di Patanjali (Samadhi Pada XXXVIII), grande trattato di spiritualità e psicologia del profondo e delle vette luminose della coscienza, viene infatti detto:

svapna nidra jnana alambanam va

[...] "dalla conoscenza che ci perviene dallo stato di sogno [è possibile conseguire stabilità e serenità della mente]”.

Il sogno ci parla attraverso immagini, talvolta realistiche ma più spesso fantastiche e mutevoli. Esse sono rappresentazioni paradossali di una parte ignota di noi stessi, perciò importante strumento di accesso ai contenuti della nostra dimensione più profonda, appunto inconscia.

Tali ignoti contenuti costituiscono il nucleo più profondo e determinante della persona che pensiamo di essere. Quell'insieme di peculiarità personali con cui ci identifichiamo, è quasi sempre l'esito di una serie di scelte arbitrarie che vanno poi a determinare non solo la qualità della nostra vita, ma anche l'opinione che ci facciamo di noi e degli altri.

Se seguiamo le tracce delle immagini oniriche, senza cadere nella trappola di prendere "alla lettera" la narrazione che tali immagini ci rappresentano, scopriamo una realtà che si cela dietro le apparenze: i semi nascosti del nostro probabile divenire, il karma.

Dico probabile perché il karma si può modificare, evitando così che accadano fatti spiacevoli che altrimenti accadrebbero. Oppure modificare certe scelte in corso di attuazione, in modo da facilitare il successo desiderato. Il sogno parla il linguaggio del mito. E Platone, uno dei più importanti filosofi della storia, le cui opere sono tutt'oggi le più tradotte e lette, senza svalutare in alcun modo l'importanza del mito, scriveva: [...] "solo gli sciocchi prendono alla lettera tali narrazioni".

Il mito narra infatti grandiose realtà solo vagamente intuite dagli uomini, ma il suo linguaggio, come quello dell'alta poesia, richiede elaborate interpretazioni. Pertanto, interpretare il significato dei sogni nel loro linguaggio simbolico e metaforico, quello proprio dell’inconscio, significa prendere consapevolezza di parti profonde della nostra storia di vita, di istanze che reclamano la nostra attenzione per essere reinterpretate e meglio comprese.

In questo senso i sogni ricorrenti rivestono un ruolo di particolare rilevanza, perché generalmente rimandano ad accadimenti passati non ancora correttamente elaborati che evidenziano qualcosa di irrisolto che esige attenzione, elaborazione e soluzione.

Poiché anche il processo onirico è finalizzato alla nostra evoluzione, sia nello stato di veglia come in quello di sogno, tornano quelle situazioni generalmente problematiche che non abbiamo ancora saputo adeguatamente affrontare e risolvere, le quali riemergeranno fino a che non si sarà giunti ad una adeguata consapevolezza e ad un intervento risolutivo di tipo evolutivo.

Immagini simili a quelle oniriche possono essere indotte anche in stato di veglia, attraverso esercizi di visualizzazione meditativa, per auto-stimolarsi a meditare su fatti accaduti cui si vuole comprenderne più profondamente il senso. E ciò può avvenire elevandosi a stati di coscienza che consentono intuizioni e visioni illuminate.

NB: Limitato dalla necessaria brevità che richiede una risposta da pubblicare in web, chi fosse interessato ad approfondire le dinamiche oniriche nella prospettiva della filosofia e psicologia dello Yoga, lo rimando ad una serie di seminari che ho tenuto, e che potete trovare in formato audio al seguente link: http://www.csbstore.com/it/creare-il-proprio-destino-attraverso-i-sogni-/catalogo/1414

  • Tags: inconscio, marco ferrini, sogni, sogni ricorrenti

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  • grazie per ricordarci il vero piano della Realtà, per gradi accessibile...grazie
    Beatrice

    Beatrice

    19. February, 2016 |

  • grazie per questa chiara e vera descrizione, che ci incoraggia al senso di responsabilità personale, grazie
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  • Grazie. Come sempre articoli molto interessanti
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    Michele Francesconi

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