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21
November
2012

Come ci si libera dal pensiero disturbante?

TRASFORMAZIONE DEI PENSIERI TOSSICI IN SANA ENERGIA PSICO-ECOLOGICA - Marco Ferrini

Come ci si libera dal pensiero disturbante?E' possibile liberarsi dai pensieri disturbanti e uscire dalle spirali della sofferenza attraverso l'ausilio di una modalità suggerita da Patanjali (cfr Sadhana Pada XXXIII) che consiste nella meditazione sul pensiero opposto. Meditare sul pensiero opposto non significa limitarsi a pensare razionalmente né superficialmente ai soli livelli di nome e forma (nama-rupa), ma significa risiedere, situarsi, dimorare nel pensiero opposto, andando in profondità nella coscienza e giungendo almeno fino al livello della bioenergia (vibhuti). Solo sviluppando un sentimento, un'emozione forte connessa al pensiero opposto, si potrà contrastare il samskara invadente e disturbante, l'idea fissa patologica e schiavizzante, depotenziando le emozioni che la costituivano e alimentandone altre più positive. Questo processo di rappresentazioni interiori, in apparenza difficile, è in realtà frutto esclusivamente di educazione teorica e pratica, poiché è possibile imparare a visualizzare evocando emozioni costruttive, evolutive, che permettono di ascendere a piani superiori di coscienza e che magari sono state sporadicamente sperimentate nel corso dell'esistenza della persona e che, proprio per tale carattere di rarità, non hanno avuto modo di rinforzarsi adeguatamente, come più frequenti esperienze negative. Il soggetto potrà liberarsi dalla schiavitù del pensiero disturbante solo tramite un atto volitivo deliberato di ricerca di esperienze emozionali contrastanti il pensiero disturbante stesso.

Il coltivare intenzioni, sentimenti e pensieri nocivi, come: invidia, odio, rancore, vendetta o simili, oltre che generare pensiero disturbante nella propria psiche, attraverso l’inconscio collettivo nel quale siamo tutti in rete, lo ingenera anche in coloro cui tali sentimenti malvagi sono indirizzati, i quali, a loro volta, consciamente o inconsciamente, reagiranno rinforzando sentimenti negativamente simili e dunque il mittente riceverà un danneggiamento di ritorno, virtualmente all’infinito.

Ecco perché in presenza di un pensiero disturbante, per eliminarne le cause indesiderate, è opportuno meditare su pensieri opposti. E perdonare!

La persona, coltivando la visualizzazione di attitudini costruttive verso se stessa e gli altri, svilupperà gradualmente il principio di non nuocere a chicchessia (ahimsa) e uscirà così dalla prigione della mente inconscia, liberandosi anche del doloroso senso di colpa per aver diversamente coltivato una volontà distruttiva e lesiva – direttamente o indirettamente - verso altri (cfr Patanjali, Sadhana Pada, sutra 34).

Questa tecnica descritta da Patanjali, unitamente alla meditazione sull'Harinama o Nome divino e alla pratica della disciplina del Bhakti-yoga, finalizzata alla riscoperta delle qualità spirituali dell'anima e dell'amore universale, ci può aiutare a raggiungere nella vita il grande traguardo della libertà interiore (moksha). Tale libertà è prerogativa indispensabile per la realizzazione della nostra e altrui felicità, fino all'autentico amore verso Dio ed ogni Sua creatura.

Marco Ferrini Matsyavatara das

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Commenti (4)

  • BIANCA
    BIANCA
    30 November 2012 at 11:01 |

    grazie tantissimo per il tuo saper indicare secondo verità ed amore ogni insegnamento.

    con affetto
    un abbraccio
    bianca baraini

  • cinzia
    cinzia
    06 December 2012 at 17:40 |

    E' molto interessante ma molto difficile.
    Io sono sempre vittima dei sentimenti . Ed è difficile poi risalire dal vuoto che ti lasciano-

  • marta
    marta
    30 April 2013 at 12:09 |

    Namastè

  • lisa
    lisa
    04 May 2013 at 16:39 |

    ma perchè alcune persone non accettano il fatto di essere abbandonate dal proprio partner.cominciano ad offendere e trattarci male.

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