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01
January
2015

Come Accogliere il Nuovo Anno...

Marco Ferrini

Marco Ferrini - Serenità interiore

 

Riflessione di fine anno, offerta nell'ambito del Seminario "Ascoltando il Mahabharata", 31 dicembre 2014

Il sentimento più presente nella mia coscienza in questo momento è la gratitudine.

Perché mai la gratitudine, quando c'è consapevolezza della drammaticità dell'esistenza incarnata?

Quest'ultima implica dolori indicibili che possono insorgere da un momento all'altro, condizioni di vita miserabili con immane frustrazione come quelle della vecchiaia, soglia oltre la quale non siamo più capaci nemmeno di provvedere ai nostri bisogni fisiologici e necessità più intime e, se non siamo preparati, sprofondiamo nella tristezza più profonda.

La gratitudine nasce dal vedere il baratro fuori di noi, guardando ad esso con senso di realismo ma sapendo anche che, se ci impegniamo, potremo sviluppare ali che ci salvano dal precipizio. L'avvicinarsi di una scadenza, se volete pure formale come quella di oggi, in cui da calendario abbiamo convenuto che finisca l'anno, ci aiuta a riflettere sulla nostra posizione attuale e a fare un bilancio.

Qual è la riflessione che ne scaturisce?

Pensiamo agli insegnamenti della Bhagavad-gita che descrivono cosa accade quando si muore e utilizziamoli come stimolo per la nostra riflessione. Anche l'anno che muore può essere infatti assimilato allo stesso fenomeno. In questo momento il 2014 ha gli ultimi minuti di vita. Dobbiamo dunque essere pronti a fargli il funerale, passando dagli auguri convenzionali a quelli sostanziali.

Che cosa dice Krishna nel Bhagavad-gita sulla morte?

Spiega che quel che c'è nella coscienza al momento della morte, quegli stessi contenuti psichici si manifestano nella vita successiva. Sulla base di questo principio, vi faccio i miei complimenti, perché venendo qua a fare i funerali all'anno che sta morendo e considerando quel che adesso avete nella coscienza grazie agli insegnamenti appresi, avrete tra qualche minuto il privilegio di rinascere a nuova vita, al nuovo anno, in una condizione molto favorevole, predisponendovi a percepire lo spirito di eternità della vita. L'eternità, infatti, è una delle caratteristiche intrinseche dell'esistenza. Ma è pur vero che se uno è ricco e non lo sa, vive come un barbone. Così anche chi è eterno senza esserne consapevole.

La morte è un'invenzione, è un concetto astratto, poiché non rappresenta altro che un passaggio rapidissimo da una dimensione ad un'altra, da un corpo ad un altro... ma la persona è eterna. Nessuno lo sa meglio di chi è morto da poco, perché ha realizzato che la morte non esiste. Così come non può accadere che l'anno finisca e non inizi il successivo. Che la vita dell'essere sopravviva alla morte del corpo è fuori dubbio. Il dubbio dovreste piuttosto averlo sulla qualità della vita di cui vi farete portatori. Non se continuerete o meno a vivere. La vita è eterna. In un momento di pura follia si può anche decidere di buttar via il corpo, ma anche in questo caso non si sono prese le distanze dalla vita ma dall'involucro fisico, ed è questa tragica conseguenza di un vivere da inconsapevoli, dipendenti da quel che accade all'esterno di noi. Vogliate bene a tutti, ma non dipendete da nessuno. Abbiate rispetto per tutti, ma prima ancora abbiate rispetto di voi stessi. E ricordate che chi tradisce gli altri, prima di tutto tradisce se stesso.

In questo anno le cronache hanno fatto di tutto per farci perdere la speranza. Ce ne sarebbe da piangere. Ma qual è l'alternativa al piangere?

Ubriacarsi con lo champagne, far tardi perché si teme di vergognarci ad andare a riposare presto, ingannare il tempo da inconcludenti e ignari della propria vera natura e di ciò che sta accadendo al corpo che giorno dopo giorno si avvicina alla sua scadenza?

Altro che ingannare il tempo, altro che cercare di pensare il meno possibile alla morte! Dovremmo invece considerarla tenendo di conto da una parte che questo corpo inevitabilmente si sbriciolerà in brandelli putrescenti e maleodoranti, come tutte le macchine fatte di materiale soggetto alla demolizione del tempo, ma dall'altra parte anche divenendo consapevoli che c'è un tesoro indistruttibile che siamo noi, che è la nostra natura spirituale immortale, la quale non ha nessuna scadenza, non subisce l'influenza degradante e distruttiva del tempo e non è neanche limitata dallo spazio. Questo tesoro è la nostra matrice divina, quella componente del nostro essere che ha le stesse qualità di Dio, seppur in misura infinitesimale. Noi non siamo Dio, ma sue eterne promanazioni. Anche se non godiamo delle sue stesse qualità in egual misura, che volete che sia? Sapete quanto è l'uno per mille dell'infinito? È ancora infinito.

Riflettendo su ciò, teniamo anche ben presente che questo mondo sta andando a pezzi, con gente che si deruba l'un l'altra, con organizzazioni che come associazioni a delinquere trovano sistemi sempre più sofisticati, nel nome della politica e della democrazia, oppure esplicitamente in nome della tirannia, per privarci della nostra libertà, ma è invece prima di tutto la nostra libertà interiore che dobbiamo proteggere, mantenere, rafforzare, perché non c'è bene più grande.

Per mantenere questa libertà, occorre diventare capaci di dominare le passioni. Non seguite la teoria di Duryodhana, per cui senza passioni la persona è un nulla, perché in questo modo sicuramente ci si smarrisce e la sofferenza è assicurata durante tutto il perdurare delle passioni.

Nonostante ciò che accade nel mondo appaia estremamente pericoloso e minaccioso, impariamo a vedere anche il cielo sereno, l'alba illuminata degli ideali in cui crediamo per lavorare ad un mondo migliore. Guardiamo dentro a quest'alba illuminata e là ritroviamo noi stessi, la gioia, l'Amore.

Viviamo in spirito di offerta, trattando gli altri come la parte migliore di noi stessi, agendo con gli altri così come noi vorremmo che gli altri agissero con noi. Scopriremo sempre più che il mondo che vediamo all'esterno è in verità la proiezione del mondo che viviamo al nostro interno. Il mondo di per sé non ha colpe. La materia non ha capacità decisionale. Sono le persone, malfattori o benefattori che siano, che hanno facoltà del libero arbitrio, dunque capacità di scelta. Se il mondo è nelle condizioni in cui lo vediamo, è perché è oppresso da malfattori senza scrupoli che tolgono ad altri quel che loro vogliono e pretendono per sé, ed è questa l'origine di ogni disgrazia.

Se vogliamo ottenere la grazia divina e ci predisponiamo nel modo giusto, è possibile. Preghiamo piangendo per ottenerla e diventiamo anche ben consapevoli che poi va saputa mantenere.

E come si mantiene?

Donandola agli altri. Nel condividerla, la Grazia cresce e si manifesta sempre di più dentro di noi. E con essa aumentano l'appagamento, la gioia, che non risiedono nelle cose del mondo. Preciso: io non ho nulla contro questo mondo. Anzi, mi piace molto: il cielo, le foreste, le albe, i tramonti...questo universo è organizzato benissimo, come una macchina perfetta, ma gente dissennata lo sto rovinando, facendo danni a vista d'occhio. Se volete stare dalla parte della soluzione, invece che del problema, interrogatevi prima di tutto sul progetto che ha voluto manifestare il Creatore con il creato e le sue creature e scoprirete che ogni cosa ed ognuno in questo mondo ha un proprio ruolo, una funzione, uno status e uno scopo ben preciso.

Se abbiamo fiducia nel Creatore, allora realizziamo anche lo scopo e la perfezione di questo progetto cosmico, altrimenti la nostra comprensione si attenua fino a scomparire del tutto e allora ci appare che questo mondo non abbia senso. In realtà esso è estremamente interattivo con la nostra coscienza, fino all'impercepibile. Interagisce anche con un lieve modificarsi di un nostro comportamento o punto di vista. Dunque, con la giusta consapevolezza e predisposizione, è ancora possibile farlo risorgere in tutto il suo splendore, nella sua bellezza, se operiamo in Dio e nel divino ordine socio-cosmico, portando armonia ovunque andiamo, qualsiasi cosa facciamo. Armonia non solo tra gli umani, ma tra tutte le creature.

Se non ci lasciamo scoraggiare, se abbiamo esercizi spirituali sufficientemente efficaci e siamo stabili nel praticarli, se siamo determinati nella volontà di essere la migliore versione di noi stessi a prescindere da chi abbiamo di fronte, possiamo riuscire in questa grande e meravigliosa impresa. E allora scopriremo che si possono amare tutti, anche coloro che ci hanno danneggiato e fatto soffrire. Possiamo continuare ad amarli pur ritraendoci dalle loro spire asfissianti che altrimenti tirerebbero fuori il peggio di noi.

Nell'anno che sta per iniziare impegniamoci a nutrici di emozioni e sentimenti ecologici, non solo di cibo acquistato nei negozi biologici. Liberiamoci da paure inesistenti. La paura è figlia dell'ignoranza. Quando l'ignoranza è sostituita dalla conoscenza, la paura cessa di esistere, così come il buio vien meno in presenza della luce.

Per diventare persone sagge, prima di tutto dobbiamo diventare umili. Per diventare qualcuno, prima dobbiamo realizzare di essere nessuno; solo allora, partendo dalla consapevolezza di sapere di non sapere, cominciamo a predisporci per sviluppare la vera conoscenza, che non può fare a meno della coerenza.

Provate a ripetere a voi stessi: sono una promanazione di Dio. Siamo tutti sue promanazioni eterne.

Quali sono le perdite che abbiamo subito nel 2014?

Siamo eterni, dunque nessuna perdita sostanziale. Con questa consapevolezza stiamo andando incontro al nuovo anno: che sia splendido e luminoso, ma non di una luce al neon per attrarre le falene o gli insetti nottivaghi. La luce deve venire da noi, dalla nostra interiorità, altrimenti quella luce non potrà attrarre né illuminare nessuno. Se quella luce non illumina noi stessi, non illuminerà gli altri.

Compassione e misericordia sono le qualità fondamentali da sviluppare. A poco vale quella conoscenza che si impara a memoria. Le persone hanno bisogno di compassione e misericordia, kripa e karuna, di sapere che possono contare su di noi, su di voi. Spesso sono ambigue, contraddittorie, e per questo soffriranno, ma non abbiamo nessuna giustificazione per chiudere loro le porte. Le porte non vanno chiuse a nessuno. Ci sono rari casi di legittima difesa, ma appelliamoci ad essa solo quando è davvero necessario. Che ognuno di noi sia sempre pronto ad offrire una prospettiva di soluzione a qualsiasi afflizione.

Che le persone possano contare sulla nostra empatia, non inganniamo, non tradiiamo, non lasciamo che persone che hanno avuto fiducia in noi sviluppino amarezza pentendosi di quel che ci hanno dato. Una persona tradita ha la tentazione di tradire a sua volta. Quindi diamo il miglior esempio! Ci costerà un po' di impegno e fatica, ma quanto bene ci verrà in cambio...!

Ci saranno momenti in cui dovremo passare per delle strettoie e ancor più in quelle circostanze sarà l'Amore per gli altri che ci aiuterà, perché da esso deriva ogni bene. L'Amore non ha prezzo e niente lo eguaglia. Solo l'Amore è capace di innamorare.

Pensate agli ultimi tra gli uomini che si lasciano corrompere, che illudono e ingannano altri venendo meno agli impegni presi, non assumendosi le loro responsabilità... Questi individui sono soli anche se stanno in mezzo a migliaia di altre persone. Soffrono di malinconia, di pochezza, di senso di vuoto anche se vivono circondati da splendenti ricchezze, perché non è ciò che possediamo che determina il nostro stato d'animo, ma sono la percezione e memoria che abbiamo di noi, la voce della coscienza, non quella che proviene dai nostri complici e alibi.

Entriamo in questo nuovo anno con l'impegno di esercitare sempre la minore versione di noi stessi, di praticare le 26 virtù spirituali che sono descritte nelle opere della Bhakti. Quelle che non si presentano al nostro appello, cerchiamole con impegno e fiducia. Quando operano tutte e 26 assieme, in perfetta sinergia, veniamo tirati in cielo da vivi, anche se abbiamo ancora da concludere le ultime cose nel mondo. A quel punto, anche se facciamo le cose nel mondo di qua, è comunque tutt'altra qualità della vita. Ben diverse saranno le relazioni... non percepiremo più nessuno come ostile; qualcuno potrà esserlo nei nostri confronti, ma in noi comunque non ci sarà ostilità.

L'ostilità viene dalla competizione, dal desiderare quel che per guna e per karma, o per Divina Provvidenza, non è riservato a noi. Accontentiamoci di ciò che abbiamo. Quel che è ancor meglio per noi, verrà nel momento in cui ci dedicheremo a fare del bene con quel che abbiamo. Questa visione è la principale carenza di cui soffre la gente di oggi. A volte il PIL si gonfia con una finanza tossica, con falsa ricchezza, con falsi buoni del tesoro... Che peccato che nessuno abbia mai pensato di inserire nel PIL anche la felicità, la salute, le buone relazioni, la realizzazione spirituale! Questo è il segno della barbarie, altro che progresso se pensiamo che la felicità è lo scopo della vita.

Non è proibito toccare le cose del mondo. Si possono toccare ma con rispetto. Non è proibito utilizzarle, ma sono il cattivo utilizzo e lo spreco ad essere vergognosi...quando per utilizzare uno, distruggiamo cento. Questa è follia. La follia nella storia dell'umanità c'è sempre stata, ma ci sono stati anche coloro che hanno preso le distanze dalla follia, dalle passioni intossicanti, dalla scorretta condotta, perché hanno capito che fare il loro bene significa fare il bene degli altri. Siate di questa seconda categoria. Solo se trattate gli altri come vorreste esser trattati voi, allora starete veramente bene.

Questo universo, come già detto, è straordinariamente interattivo. Chi fa del bene riceve il bene. Chi fa del male riceve il male. Se qualcuno vi fa del male, fate il bene. Non reagite con la stessa moneta. Non sviluppate sentimenti negativi, ostili nei confronti di persone che si comportano male. È il senso di pietà che vi salva. Salva loro e voi. Dite loro: “Io non ho rancore, provo solo pietà, e ti voglio bene. Ma sappi anche che finché ti comporterai così, il bene non lo potrai incontrare”. Dite ciò con serenità, senza spirito di pugnanza, senza covar la vendetta di Achille. Ditelo con il cuore. Non con spregio. “Mi dispiace per me, ma anche tanto per te. Questo danno che hai arrecato a me, infine l'hai arrecato a te stesso e, se non ti correggi, ciò ti causerà ostacoli nella vita”.

Nessuno può sottrarsi alle conseguenze delle proprie azioni. Facendo il bene si diventa buoni. Facendo il male si diventa malvagi. Fortuna o sfortuna sono le conseguenze dell'agire. Krishna ha dato un ordine alle cose: “Questa mia energia è divina, nessuno può manometterla e utilizzarla a suo vantaggio se non opera in maniera sinergica a beneficio di tutte le creature” (cfr Bhagavad-gita VII.15).

Non nuocere significa non nuocere a nessuno. E questa è solo la metà dell'insegnamento. L'altra: favorisci tutti con ogni tua azione. Fai bene agli uomini, agli animali, alle piante, ai dipartiti... Estendi la tua considerazione anche ad esseri di altre specie che come noi stanno facendo il viaggio della vita in corpi in cui la sofferenza è molto più dura. Se abbiamo ottenuto questa rara forma umana, cerchiamo di vivere l'esistenza in compagnia di persone che ricercano la santità e vogliono praticarla coerentemente.

Viviamo il 2015 nell'eterno spirito dell'Amore, della concordia, dell'amicizia. Questo è in realtà l'eterno spirito della vita. È la filosofia perenne della vita. Il mondo è ancora in grado di darci tutto quello di cui abbiamo bisogno, se solo torniamo ad operare in maniera ecologica, ciascuno di noi negli ambienti in cui vive. Che ognuno, dovunque vada, porti questo modello, e non sarà solo la sua fortuna ma sarà quella di tutti coloro che lo incontrano.

La vita è bella, e la bellezza si manifesta ovunque. Se abbiamo occhi per vederla. La felicità non va ordinata per internet. È già dentro di noi. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è già dentro di noi, anche se a volte la creazione sembra quasi beffarda, ma in realtà ci sta solo dando una lezione per correggerci e migliorarci. Per far partorire la gioia che è dentro di noi, dobbiamo aiutare altri a partorirla.

Buon Anno a tutti!

Marco Ferrini

 

  • Tags: amore, gratitudine, libertà, marco ferrini, nuovo anno, passioni

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