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05
September
2019

Chi è Radharani?

Da “Divinità umanità Natura”, Ed. Centro Studi Bhaktivedanta - IV.3 Iconografia di Radha-Krishna - Marco Ferrini

L’iconografia sacra hindu rappresenta Krishna talvolta solo ma molto più frequentemente in compagnia di una divinità femminile (devi) che ha nome Radharani. Specialmente nei templi della Caitanya Sampradaya, la forma divina prediletta dai devoti (ishta-devata) è quella denominata Radha-Krishna, dove lo “scuro” Krishna, in posizione eretta, il flauto alle labbra, figura affiancato da Radharani, giovane di leggiadra bellezza, di carnagione chiara, che sorride castamente mentre protende il palmo della mano destra in segno di universale benedizione.

Ma chi è Costei? Secondo la tradizione Gaudiya- vaishnava, l’ontologia di Radharani costituisce il tema teologico più elevato nell’esperienza spirituale fondata sul culto a Krishna. Grandi acarya, filosofi, storici, poeti di fede vaishnava, nelle loro opere hanno ten- tato di penetrare il mistero della Sua identità, basti pensare alla celebre Gita-govinda di Jayadeva.

Ma è soprattutto con la Scuola di Caitanyadeva che la cosiddetta Radharani-tattva è stata analizzata in tutta la sua complessità, grazie all’opera magistrale dei sei Gosvami di Vrindavana, intimi discepoli di Caitanyadeva. Specialmente gli scritti di Rupa Gosvami (1489-1564), il più autorevole di questi teologi della bhakti, hanno fornito una sintesi perfet- tamente compiuta dell’identità di Radharani e della Sua eterna relazione con Krishna. In opere come il Bhakti-rasamrita-sindhu, l’Upadeshamrita, il Vidag- dha-madhava, il Lalita-madhava, l’Ujjvala-nilamani, il Dana-keli-kaumudi ed altre, Rupa Gosvami confuta la teoria secondo la quale Radharani rappresenterebbe una manifestazione di Lakshmidevi, l’eterna compa- gna di Vishnu, affermando che, nella Sua essenza, Radharani personifica l’antaranga-shakti o svarupa- shakti, ‘l’energia interna’ di Krishna107 nella sua carat- teristica di hladini o ‘potenza di amore’. Come indica il Suo nome, che significa ‘regina’ (rani) di ‘favori’ (radha), secondo la tradizione in oggetto Radharani è bhaktidevi, la manifestazione della bhakti, Colei che elargisce il dono più alto dell’esistenza umana: il puro amore per Dio (Krishna-prema-bhakti).

La forma di meditazione spirituale sul Maha- mantra, che costituisce la più importante pratica religiosa nella Caitanya Sampradaya, conferma l’elevata posizione di Radharani. Nel pensiero teologico della Scuola di Caitanya, il termine Hara indica la potenza interna di Krishna, ovvero Radharani, ed apre il Maha-mantra figurandovi per ben otto volte, il doppio degli altri due Nomi divini, Krishna e Rama.

Ma è soprattutto con la Scuola di Caitanyadeva che la cosiddetta Radharani-tattva è stata analizzata in tutta la sua complessità, grazie all’opera magistrale dei sei Gosvami di Vrindavana, intimi discepoli di Caitanyadeva. Specialmente gli scritti di Rupa Gosvami (1489-1564), il più autorevole di questi teologi della bhakti, hanno fornito una sintesi perfet- tamente compiuta dell’identità di Radharani e della Sua eterna relazione con Krishna. In opere come il Bhakti-rasamrita-sindhu, l’Upadeshamrita, il Vidag- dha-madhava, il Lalita-madhava, l’Ujjvala-nilamani, il Dana-keli-kaumudi ed altre, Rupa Gosvami confuta la teoria secondo la quale Radharani rappresenterebbe una manifestazione di Lakshmidevi, l’eterna compa- gna di Vishnu, affermando che, nella Sua essenza, Radharani personifica l’antaranga-shakti o svarupa- shakti, ‘l’energia interna’ di Krishna107 nella sua carat- teristica di hladini o ‘potenza di amore’. Come indica il Suo nome, che significa ‘regina’ (rani) di ‘favori’ (radha), secondo la tradizione in oggetto Radharani è bhaktidevi, la manifestazione della bhakti, Colei che elargisce il dono più alto dell’esistenza umana: il puro amore per Dio (Krishna-prema-bhakti).

La forma di meditazione spirituale sul Maha- mantra, che costituisce la più importante pratica religiosa nella Caitanya Sampradaya, conferma l’elevata posizione di Radharani. Nel pensiero teologico della Scuola di Caitanya, il termine Hara indica la potenza interna di Krishna, ovvero Radharani, ed apre il Maha-mantra figurandovi per ben otto volte, il doppio degli altri due Nomi divini, Krishna e Rama.

In attesa di Radhastami, l’apparizione di Radharani che quest’anno si festeggia domani 6 settembre 2019, potete ascoltare una mia riflessione dello scorso anno su questa ricorrenza sacra al seguente link.

Auguri,
Marco Ferrini (Matsya Avatar das)

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  • grazie per questa chiara e vera descrizione, che ci incoraggia al senso di responsabilità personale, grazie
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