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07
February
2013

Amore e Solitudine nel leader (2a parte)

parte seconda di tre - Marco Ferrini

Amore e Solitudine nel leader (2a parte) di Marco FerriniIl leader che ama è una ricchezza per la società; che operi in piccolo, o in grande, per i singoli o per la collettività non importa: egli, anzitutto, è sensibile verso la persona perché la considera un valore intrinseco e irripetibile, così la sua opera genera inestimabile benessere e prosperità, in modo crescente e dinamico. Più che per i suoi talenti, il leader autentico brilla per le sue virtù, e in particolar modo per la sua capacità di perdono e di clemenza, che sono molto più utili e importanti di ogni altra abilità perché favoriscono negli altri l'espressione delle loro migliori risorse e incoraggiano la capacità di auto-correzione.

Il leader che ama è generalmente amato, in forza dell’universale eterno principio della reciprocazione. Ma può essere anche odiato, soprattutto da coloro che non sopportano esser contraddetti e ostacolati nel raggiungimento dei propri obiettivi egoici. L’amore induce ad amare; chi tuttavia si preoccupasse pensando che non tutti corrisponderanno al suo amore, sappia che in verità non ha nulla da temere: tutti prima o poi corrispondono, perché l’amore è un seme vivace, al quale dobbiamo solo dare il tempo di germinare. L’energia universale dell'amore si diffonde infallibile nell’etere e colma spazio e tempo, fluisce tra gli esseri e collega coscienze e desideri secondo piani evolutivi ancorché invisibili.

La sorgente della reciprocazione del nostro amore forse non sarà sempre quella che ci aspettiamo, ma l’amore vero è universale, non viziato da calcoli di parte; vive ricercando la comunione con ogni essere. “Ama il prossimo tuo come te stesso” è un insegnamento grande, che non dovrebbe esser sminuito limitandolo alla sola forma umana; significa infatti: amare tutte le creature, il creato e il Creatore.

I saggi insegnano che, se non puntiamo su quell'amore universale, eterno e divino, non potranno esserci successo e soddisfazione neanche nelle relazioni umane. Per una coscienza evoluta risulta inaccettabile, contraddittorio e riduttivo amare qualcuno ed escludere altri. Amare vuol dire amare senza limiti. Sant'Agostino diceva: “La misura dell'amore è amare senza misura”.

Un vero leader, nella misura in cui ha realizzato in sé il più alto significato di leadership, non si sente oppresso dai suoi avversari, né dagli imprevisti  disseminati sul percorso verso l'obiettivo, che costantemente visualizza senza attaccamento morboso al risultato, senza paure e senza rimpianti, perché è sostenuto dall'idealità stessa dello scopo cui tende con lealtà e rigore. In questo contesto, accidentali errori sul percorso sono anch'essi occasioni d'introspezione e trasformazione evolutiva. Un siffatto leader non sarà travolto dal timore di non riuscire o dall'amarezza di chi lo abbandona per strada per passare all'avversario. Chi dà amore, chi agisce amando, vola libero da apprensioni per successo o insuccesso: fa quel che deve, persuaso che è il bene di tutti.

FINE SECONDA PARTE

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  • grazie per ricordarci il vero piano della Realtà, per gradi accessibile...grazie
    Beatrice

    Beatrice

    19. February, 2016 |

  • grazie per questa chiara e vera descrizione, che ci incoraggia al senso di responsabilità personale, grazie
    Beatrice

    Beatrice

    27. January, 2016 |

  • Grazie. Come sempre articoli molto interessanti
    Michele Francesconi

    Michele Francesconi

    29. December, 2015 |

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