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12
May
2019

“Amor che mi ditta dentro”

Dante, uno Yogi d’Amore Marco Ferrini

“Amor mi spira, noto, e a quel modo ch’é ditta dentro vo significando”.

Recentemente ho riscoperto questo verso, che considero una delle più belle espressioni d’amore mai sentite: “Io sono tra coloro che quando Amore lo ispira, scrive, dando un significato a quello che l’Amore mi detta da dentro”.
Dante, il divino poeta, della sua Commedia, è regista, attore e autore. L’Amore “ch’è ditta dentro” descrive la forza, la potenza di un sentimento che diviene “dittatore”, vale a dire dotato di quel “summum imperium” che univocamente orienta la vita.

“Il mio dittatore è l’Amore”: quale straordinaria rivelazione si manifesta alla coscienza tramite tale deliberata affermazione! 

Questa breve frase è paragonabile ad un’asta che può consentire all’atleta di spiccare il gran salto...nel nostro caso apre un varco nelle tenebre e ci dischiude la trascendenza.
Ci consente di comprendere ed accettare di avere il cuore e la mente dominati dall’Amore!
La vita e le opere del poeta Dante narrano l’influenza del sentimento d’Amore devoto (bhakti) a sostegno di ogni sua scelta, di ogni prova, divenendo in lui manifestazione della più alta poesia.
Dante come uomo ci lascia in eredità un’esistenza improntata alla ricerca della forma estetica, mai però disgiunta dalla ricerca del divino amore.È infatti in esso che trova rifugio durante l’esilio, nei momenti più difficili e tormentati. É sempre l’aspirazione all’Amore la sua fonte d’ispirazione e creatività, che nella sostanza ha dato vita a quell’opera sublime e unica nel suo genere che è la Divina Commedia.

Esiliato dalla sua amata Firenze, neppure due condanne a morte riuscirono a spegnere il suo fervido estro poetico e la sua fede determinata, che attraverso la penna intrisa del suo patire ha lasciato un dono sommamente prezioso all’umanità.
“L’Amor ch’è ditta dentro” ha reso indelebile l’inchiostro dei suoi componimenti, facendoci conoscere l’aspetto più alto, luminoso e nobile di questo sentimento, che solo l’essere umano che si è risvegliato alla sua originaria natura e liberato da tutte le vanità può sperimentare.
Quell’ “Amor che nella mente mi ragiona” citato nel Convivio e “L’Amor che move il sole e l’altre stelle”, chiosa finale della Commedia, ci lasciano non soltanto un’eredità poetica bensì una visione mistica quali testimonianze di vita, trasformazione interiore e realizzazione del viaggio spirituale che, partendo dalla selva oscura, giunge all’empireo ciel, dove il divino poeta ritrova la propria anima (Beatrice). Ritrovare se stessi è la prima esperienza sulla via della realizzazione spirituale, la cui descrizione, a partire dalla vetta del paradiso terrestre fino al più alto di cieli, è commovente quanto ispirante e illuminante.

Il sentimento che domina tutta la narrazione è quell’Amore dittatore che dimora in eterno nel cuore di ognuno e che, una volta superate le passioni mondane, manifesta la vena poetica del pellegrino che “libertà va cercando”.
Nel suo viaggio esistenziale, il poeta fiorentino dal carattere irascibile, ha saputo trasformare, sublimare, la sua natura umana fino a far l’esperienza di quella spirituale. Durante la marcia verso la perfezione, ha imparato ad accettare la drammaticità degli accadimenti con la consapevolezza spirituale e l’esercito di virtù e fede in Dio, superando momenti di tristezza, ferocia umana, infelicità e rabbia offrendo a Dio il suo talento poetico.
Un’arte che non si limita al linguaggio, perché dietro alla capacità espressiva poetica vi é l’elevazione dell’ideale di vita, “vita nova” e Il costante impegno di coerenza affinché la parola non sia differente dei fatti.
Dante rappresenta colui che è stato capace di affidarsi all’ “Amore ch’è ditta dentro” e lasciandosi guidare da questo sentimento é già vittorioso senza saperlo, trovando sostegno in Dio e nei Suoi puri devoti.
Possiamo definire Dante un autentico Yogi d’Amore, un geniale amante della devozione e della sapienza: un Bhakti-Vedanta.

Auguro a tutti noi di saper ascoltare costantemente “l’Amore che ditta dentro”, prendere nota delle sue espressioni e sviluppare la capacità di esprimere tale dettato con responsabili fedeltà e coerenza sul palcoscenico del teatro della vita incarnata, questa nostra vita breve e variamente tormentata.”

Marco Ferrini

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  • grazie per ricordarci il vero piano della Realtà, per gradi accessibile...grazie
    Beatrice

    Beatrice

    19. February, 2016 |

  • grazie per questa chiara e vera descrizione, che ci incoraggia al senso di responsabilità personale, grazie
    Beatrice

    Beatrice

    27. January, 2016 |

  • Grazie. Come sempre articoli molto interessanti
    Michele Francesconi

    Michele Francesconi

    29. December, 2015 |

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