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Riflessioni

04
October
2011

Sintomi dell'amore

Marco Ferrini

Sintomi dell'amore di Marco FerriniAlcuni dei principali sintomi dell'amore sono l'entusiasmo, la gioia, la fiducia, la cura, il senso di responsabilità verso ciò che si fa e verso chi si ama.
L'amore si rende visibile all'esterno anche attraverso il sentimento della gratitudine, poiché si riescono a percepire e ad apprezzare le qualità degli altri, e della compassione.
La compassione è amore che trabocca dal cuore. Dalla compassione si sviluppa naturalmente la misericordia, ovvero il crescente desiderio di dare alle persone strumenti affinché loro stesse possano risolvere i propri problemi.

Categoria: Riflessioni

03
October
2011

L'eccellenza dell'amore

Marco Ferrini

L'eccellenza dell'amore di Marco FerriniL'eccellenza dell'amore sovrasta qualsiasi sentimento, supera ogni ostacolo, fa realizzare ogni desiderio dell'anima. Quando esprimiamo amore, esprimiamo la nostra natura: quella più profonda spirituale. Se comunichiamo altro e non l'amore, a prescindere da come si è vestiti o da quale sia il proprio nome, la realtà non cambia: si vive soffocati dalle dinamiche costrittive dell'ego. É il livello di coscienza che viviamo che esprime il nostro stato evolutivo, e la nostra evoluzione diventa visibile anche ai ciechi nella misura in cui sappiamo esprimere amore nelle nostre parole e nelle nostre azioni.
Praticando l'amore, tutti gli scopi evolutivi che ci si è prefissati vengono raggiunti, migliaia di volte meglio di quanto si possa ipotizzare o sperare nella nostra più fervida immaginazione.

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30
September
2011

L'unità nella diversità

Marco Ferrini

L'unità nella diversità, Marco Ferrini BlogL'amore è una potenziale facoltà di tutti gli esseri. Praticando l'amore, questa facoltà si sviluppa e diventa una capacità.
L'oggetto dell'amore non è esclusivo; l'amore può essere rivolto verso qualsiasi persona, e quando è veramente amore non può essere che così. Man mano che si pratica, l'amore si manifesta dunque come una scelta relazionale, come naturale inclinazione, dunque ogni cosa diventa oggetto d'amore, non solo la compagna o il compagno nella coppia o la propria famiglia.
Il concetto che un rapporto si possa impunemente troncare se presenta dei difetti apparentemente insormontabili è errato, come lo è l'idea preconcetta che debba essere mantenuto a qualsiasi condizione, poiché l'altro ha facoltà di non amare. Dunque l'amore non deve dipendere dalla precondizione che l'altro ami.
Tutti siamo parte della stessa interezza, non solo costituita dall'umanità ma più ampiamente da tutte le creature e da quell'unità che è la vita che è condivisa da tutti gli esseri e che possiamo definire Dio. Dunque ogni essere è essenzialmente unito per la vita a quell'unicità che è la vita e può ritrovare la comunione con la vita attraverso l'amore. Allo stesso tempo è altrettanto evidente che ogni essere umano ha le sue peculiarità e che il rapporto con ciascuna creatura può svilupparsi secondo dinamiche temporalmente o peculiarmente diverse, ed è proprio la capacità di gestione della tensione tra i due poli: l'unità e la diversità, che è lo scopo dell'amore, ovvero l'integrazione di ognuno con gli altri fino alla comunione e armonizzazione di unità e diversità. Da qui possiamo definire l'amore autentico come frutto dell'impegno attivo, dinamico verso tale scopo evolutivo che implica: attenzione, cura, rispetto, responsabilità, comprensione, creatività, autonomia e desiderio di veder crescere e diventare felice la persona o le persone amate. In definitiva amare è aiutare una persona o un gruppo a realizzare le proprie potenzialità valorizzandole. Se amiamo una rosa, la dovremmo far diventare la più bella rosa: non per goderla egoisticamente ma per offrirla agli altri. Lo stesso, e a maggior ragione, dovremmo farlo con le persone.

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28
September
2011

Amore nel ricevere e nel dare

Marco Ferrini

Amore e Psiche di Canova - Marco Ferrini BlogIl ricevere è la funzione tipica del femminile, mentre il dare è la funzione tipica del maschile.

Originariamente l'essere è integro, avendo in sé stesso la pienezza delle caratteristiche sia femminili che maschili. La persona psicologicamente frammentata perde questa completezza e diviene uomo o donna. La reintegrazione della personalità consiste nel diventare “uomini e donne”, ricostituendo le sensibilità femminili e maschili in un'unica persona. Nella tradizione biblica Eva nasce da una costola di Adamo, dunque anche il mito descrive tale stato originario di completezza e il processo successivo in cui si crea l'essere umano spezzato, frammentato, per cui l'uomo e la donna sono alla costante ricerca l'uno dell'altro per ricomporsi, riarmonizzarsi, reintegrarsi. Nella prospettiva dello sviluppo di una personalità completa si debbono infatti sviluppare, valorizzare e armonizzare le componenti sia maschili che femminili del carattere.
Il ricevere come caratteristica del femminile può avere due valenze: il prendere, l'afferrare, che è di natura prakritica o materiale, e l'accogliere che è invece componente prettamente spirituale. Similmente il dare, che è caratteristica tipica del maschile, può essere un gesto passivo e materiale, oppure di natura creativa spirituale.

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25
September
2011

La pratica dell'amore per superare la solitudine

Marco Ferrini

Marco Ferrini Blog - La pratica dell'amore per superare la solitudineLa pratica dell'amore può liberare dal senso di solitudine e anche da altri disturbi della personalità. Non l'amore conosciuto soltanto teoricamente o astrattamente, ma l'amore come pratica di vita.
L'amore che può davvero risolvere alla radice ogni problematica esistenziale non consiste certo nella mera eccitazione dei sensi o nella bramosia di possedere che si esprime con morbosi sentimenti esclusivi per sopperire a propri stati di precarietà psicologica. L'agitazione, la frenesia o l'euforia sono stati patologici quanto quelli della depressione, della sfiducia o dell'annichilimento.

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22
September
2011

Superare il senso di solitudine

Il senso di solitudine Marco Ferrini

Il senso di solitudine, Marco FerriniIl viaggio verso la ricerca dell'amore ha per tutti un comune luogo di partenza: questo luogo è la solitudine, così come tutti i viaggi verso la felicità partono da un unico identico stato d'animo: l'infelicità.

La storia umana è caratterizzata da continui tentativi per liberarsi dall'opprimente senso di solitudine. Il problema della solitudine non si risolve cercandosi un compagno con il quale non si sia stabilito un genuino profondo rapporto d'amore, circondandosi di oggetti lussuosi per la bramosia di possederli, con vacanze “fuga dalla realtà”, tuffandosi nella folla, nel lavoro senza nobili motivazioni o nella religione vissuta in maniera conformistica. Tutti questi artifici non producono il risultato sperato: dietro questi apparenti conseguimenti le persone diventano infatti sempre più sole, tristi, fragili e insicure. Non sono certo quelli i mezzi per evadere dalla fortezza-prigione della solitudine.

Il senso di solitudine, che se lo si trascura può diventare anche complesso di solitudine, non si risolve se non vengono superati i problemi interiori che ne sono all'origine. Spesso, ad esempio, la solitudine è associata ad un senso di inferiorità, che produce a sua volta senso di insicurezza, scoramento, frustrazione, depressione e un progressivo auto-isolamento.

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09
September
2011

Sulla libertà

Marco Ferrini

Sulla libertà - Marco Ferrini BlogPiù volte nella mia vita mi sono trovato a confrontarmi con il basilare e affascinante tema della libertà.
Nella tradizione indovedica, la realizzazione del sé coincide con moksha, la libertà dai condizionamenti e dalle identificazioni con il mondo dell'impermanenza.
Ma cosa davvero significa “libertà”? E in che modo tale concetto può conciliarsi con la rigorosa assunzione di una disciplina di vita, fatta di astensioni e prescrizioni a cui la persona deliberatamente si assoggetta, e che nella tradizione indovedica è considerata strumento indispensabile proprio per riconquistare la libertà?
Come diceva il filosofo greco Epitteto, “nessuno è libero se non è padrone di se stesso”, se non è capace di auto-regolarsi, di dominare le proprie pulsioni ed istinti, di scegliere consapevolmente lo scopo cui tendere e di porre in atto tutti quei comportamenti e sacrifici che servono a raggiungerlo. Ricercare la libertà significa anche questo, ovvero significa abbandonare il selvaggio spontaneismo, che in realtà è solo spontanea espressione di condizionamenti, e cedere un po' della propria pseudo-libertà per conquistarne una di ordine superiore. Ciò implica dedizione, spirito di sacrificio, impegno rigoroso e coerente. Nella letteratura indovedica, quest'ultimo concetto è espresso con il termine tapas: accettazione volontaria di sacrifici e disagi per raggiungere lo scopo superiore che la persona si è prefissa. Tapas è dunque la capacità di compiere ascesi, è la forza di affrontare le difficoltà, le fatiche e gli ostacoli con determinazione e serenità, con quella fiducia che viene dall'esercizio costante di una disciplina spirituale, dalla ben accurata definizione dello scopo di valore che si vuole raggiungere e dalla consapevolezza di ciò che esso dispensa in termini di evoluzione, serenità, appagamento profondo. Libertà significa perciò anche assunzione di responsabilità: ecco perché molti la temono, diceva George Bernard Shaw. Ma nella letteratura dello Yoga della Bhakti si spiega che

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31
August
2011

Progettare e realizzare la nostra vita

Marco Ferrini

Marco Ferrini blogLe persone passionevoli, rajasiche, sono pervase da desideri ardenti e incontenibili, e da questi sono travolte. Esse son intelligenti, volitive e capaci di realizzare quel che si prefiggono. Ma poiché quel che si prefiggono non è lungimirante, risulta di scarso interesse, deludente, poco dopo l'ottenimento dello scopo.
Sia questo un matrimonio, una carriera, o quant'altro. Le persone rajasiche, sono inclini a farsi forti aspettative. Se queste aspettative sono incoraggiate ma poi non si realizzano (in tutto o in parte), tali persone passano alla critica distruttiva.
Chi le asseconda rischia, nel tempo, di vederle trasformarsi da amiche a nemiche, da sostenitori a detrattori. Tali persone costituiscono una forza preziosa nella realizzazione di qualsiasi impresa, ma le si deve costantemente educare, favorendo la loro trasformazione verso sattva-guna.
Qualsiasi intraprendere, per durare dev'essere saldamente fondato in sattva guna. È sattva-guna che sostiene un ideale e qualsiasi impresa che da esso scaturisca. Sattva-guna rischiara la coscienza, consente di sperimentare la gioia, il distacco e la rinuncia, la compassione e la carità e, attraverso lo sviluppo della consapevolezza della temporaneità di questo mondo, ci predispone verso la realizzazione spirituale e l'Amore divino e immortale. (per approfondimenti, vedi Bg XIV cap e Bhagavata Purana XI canto: Uddhava-gita)

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25
August
2011

Guardare alla morte da un'altra prospettiva (conclusione)

Pubblicato sulla rivista Scienza e Conoscenza (numero 30 del 2009) Marco Ferrini

Guardare alla morte da un'altra prospettiva di Marco FerriniCome aiutare la persona ancora imprigionata in quello scafandro ormai logoro? Come stimolarla a prepararsi interiormente al suo abbandono? Come orientare il  percorso evolutivo che principierà dopo l'attestazione della sua morte clinica?
La risposta a questi interrogativi è importante non solo per chi opera nel settore sanitario ma per ogni individuo. Accoglienza, assistenza e accompagnamento sono in questo ambito tre concetti chiave.
Accogliere significa incontrare l’altro, aprire non solo le braccia, ma anche il cuore e la mente. Assistere vuol dire intervenire con delicatezza, entrando in empatia, prestando ascolto alle modalità e ai bisogni dell’altro. Accompagnare significa mettersi a fianco della persona, senza precederla, ponendosi quasi dietro di lei, essere una presenza umile e affettuosa, stimolandola a procedere. Accompagnare è sospingere dolcemente, far giungere a destinazione con calore e bontà, con empatia, compassione e misericordia.

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23
August
2011

Guardare alla morte da un'altra prospettiva

Pubblicato sulla rivista Scienza e Conoscenza (numero 30 del 2009) Marco Ferrini

Le grandi innovazioni della tecnologia medica e della scienza sono in grado oggi di mantenere in vita malati per i quali in passato non vi era nessuna speranza, di prolungare artificialmente l'esistenza pur sapendo che non ritroveranno mai più una condizione di salute e di vita accettabili. Tale situazione viene comunemente definita “accanimento terapeutico”. La definizione di morte cerebrale, risalente alla fine degli anni '60,  ha permesso peraltro lo sviluppo della chirurgia dei trapianti, quando in precedenza il prelievo degli organi da un paziente con cuore ancora battente era comunque considerato reato.
Al centro dell'odierno dibattito scientifico e sociale  ci sono interrogativi sempre più cruciali: fino a che punto è giusto mantenere in vita un corpo ormai logoro e incapace di assicurare la minima dignità all'insieme psico-fisico definito persona? Qual è la linea che segna il confine decisivo tra l'ineludibile assistenza medica e l'accanimento terapeutico?
La recente vicenda di Eluana Englaro ed altre simili, come quelle di  Piergiorgio Welby e di Terry Schiavo,  hanno fatto riflettere il mondo intero,  evidenziando l'urgenza di tale riflessione.

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15
July
2011

Esercizio della determinazione e della perseveranza

Marco Ferrini

Marco Ferrini - Esercizio di determinazione e perseveranzaLa determinazione è uno stato mentale che può essere coltivato e sviluppato con la giusta predisposizione. Come tutti gli stati mentali, la determinazione scaturisce da fattori psicoemotivi e attitudinali ben precisi, tra questi:

1. Desiderio. In presenza di un desiderio intenso e ben definito è più facile  sviluppare e mantenere la determinazione nel perseguire l'obiettivo che ci si è prefissi.

2. Definizione di scopo. Sapere ciò che si vuole è la prima cosa e, forse, la più importante, per sviluppare la determinazione. Una forte motivazione aiuta a superare difficoltà iniziali e imprevisti.
3. Fiducia in se stessi. II credere nella propria capacità di poter conseguire un risultato, incoraggia a seguire il piano con determinazione.
4. Definizione di programmi. Programmi organizzati, sebbene inizialmente non accurati e non ben centrati, incoraggiano la determinazione e rafforzano la perseveranza.

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14
July
2011

Sviluppo della determinazione e della perseveranza

Marco Ferrini

MArco Ferrini - Determinazione e perseveranzaAnalizzando il rapporto tra il sé e la volontà da una parte e le varie altre funzioni psichiche dall'altra, possiamo renderci conto di quanto sia stretto, convergente, quasi identificante, il legame tra la volontà e il sé, e quanto attraverso la volontà il sé agisca sulle altre funzioni psichiche, le governi e le orienti. Rimaniamo comunque aperti all'esistenza di altri due rapporti: il primo tra il sé spirituale e il suo riflesso distorto (l'ego) – quale somma dei contenuti psichici con i quali il soggetto si identifica –; e il secondo tra il sé individuale (spirituale) e il Sé cosmico, l'Anima Suprema o Dio per i religiosi e i teologi. Mentre il primo rapporto è spesso conflittuale, perché l'anima interagisce con una distorsione (con l'ego, personalità storica e transitoria), il secondo invece, quello con il Sé cosmico, è beatifico, fonte di completa armonia, di estasi. Il problema della volontà, dunque, consiste in quale dei due rapporti privilegiare.

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04
July
2011

Ritrovare il senso - Quarta e ultima parte

Marco Ferrini

Dentro di noi vi sono potenti energie, aspirazioni elevate, ideali, ed è per realizzarli che dobbiamo superare dipendenze e condizionamenti e trasformare ogni relazione in un rapporto propedeutico e funzionale allo sviluppo spirituale. In questo modo possiamo gradualmente imparare a riconoscere e a seguire quella voce potente e profonda che è la nostra originaria.
La voce del sé, il richiamo del Divino dentro ognuno di noi. Allora scopriremo che le relazioni e le avventure mondane, pur avvincenti che possano sembrare, non potranno mai eguagliare la bellezza delle emozioni e delle esperienze spirituali.
Perché non cedere insulsi pezzetti di vetro per acquisire il magnifico diamante della Bhakti?
Perché non barattare il piacere e la fama mondani per ottenere la realizzazione spirituale, la beatitudine, per dedicarsi alla ricerca di Dio?
Anche chi in questa vita non è stato madre, può fare la meravigliosa esperienza di sentire crescere dentro di sé la creatura della Bhakti, diventando umile, imparando a vincere ogni vanagloria e superbia, affidandosi alla guida di chi è saggio e devoto a Dio, abbandonando ogni tendenza all'auto-referenzialità che è nutrimento dell'ego, che blocca, chiude, distrugge. Per liberarsi dall'ego occorre farsi discepoli di autentici Maestri, essere umili e servire autenticamente.

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01
July
2011

Ritrovare il senso - Terza parte

Marco Ferrini

Ritrovare il senso

C'è chi tenta di sfuggire al tradimento rifiutando drasticamente i rapporti con gli altri, ma poi la persona si sente sola, desolata, vuota. Chi invece ricerca l'intervento di Dio può stabilire relazioni con chiunque senza mai sentirsi deluso o tradito e può stare bene anche se è solo in compagnia di se stesso, perché il fulcro della sua affettività è fondato su Dio, sul Suo amore eterno ed infinito.
Mai in nessuna circostanza tale persona può sentirsi sola perché la presenza del Signore riempie tutto il suo spazio interiore con una gioia che nessuna umana relazione o mondana impresa potrebbero dare.
Chi non ha sperimentato questo stato di coscienza, potrebbe chiedersi: “Come fa quella persona a star bene da sola?”. Ma questa domanda nasce solo perché non si capisce che la solitudine a quel livello non esiste, poiché la persona ha realizzato dentro di sé la presenza di Dio, la pienezza del suo esserci, e con essa il totale appagamento, la liberazione da ogni forma di dipendenza.
Anche la Natura diventa speciale amica e compagna di viaggio dell'innamorato di Dio che ha abbandonato gli attaccamenti mondani, che non è più identificato con il suo io storico avendo realizzato il suo sé spirituale in comunione con il Supremo. Quando la persona non agisce più per i suoi interessi egoistici ma opera in spirito di offerta al Signore, per il bene di tutti, secondo il progetto divino che muove l'universo, avviene come un capovolgimento nella sua vita: la Natura, da severa e dura, diventa tenera madre, delicata e dolce, casta e pura.

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30
June
2011

Ritrovare il senso - Seconda parte

Marco Ferrini

CONTINUA DAL POST DI IERI...

I Maestri della Bhakti ci esortano a ritrovare il senso del vivere nel nostro quotidiano operare e ci mettono in guardia da tutto ciò che ostacola questa ricerca, anche dalla cosiddetta conoscenza quando è intesa solo come fine a se stessa e non funzionale all'evoluzione; si deve ricercare non quella conoscenza che inorgoglisce ma quella conoscenza che libera, che ci fa distaccare da condizionamenti, attaccamenti e sofferenze, che ci fa distinguere tra eros e amore e tra amore e amore, perché anche l'amore lo si può realizzare a differenti livelli. Esiste l'amore umanitario, che è sì virtuoso ma è come una lucciola nei confronti del sole che è l'amore per Dio, che è di dolcezza suprema e ineffabile quando Dio comincia a giocare con il suo devoto innamorato.

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29
June
2011

Ritrovare il senso - Prima parte

Marco Ferrini

In un colloquio con una cara persona avvenuto qualche giorno fa, ho fatto alcune riflessioni che qui vi riporto per il piacere della condivisione.

Nelle tragedie in chiave moderna di Shakespeare, ma anche nell'Inferno della Commedia di Dante, incontriamo personaggi che intendono il mondo come privo di senso ontologico. Per loro solo il potere ha senso. Solo la lussuria e l'avidità sono i motori del mondo. Questa medesima concezione è espressa nel sedicesimo capitolo della Bhagavad-gita quando Krishna descrive le caratteristiche delle persone ottenebrate: esse non conoscono l'arte dell'agire, né quella della rinuncia; in loro non si trovano né purezza, né buon comportamento, né veridicità. Dicono che il mondo è frutto del caos, senza fondamento, senza un'intelligenza ordinatrice, solo mosso e governato dalla libido, dalla “concupiscentia carnis”, dalla cupidigia. Ma a questa prospettiva se ne può e se ne deve contrapporre un'altra: quella in cui il mondo, il tempo e la storia hanno il loro senso; in cui tutto ha senso secondo il progetto dell'universo finalizzato all'evoluzione etica e spirituale, e questa prospettiva certamente non manca in Dante e nella Bhagavad-gita. In questa visione tipica delle culture tradizionali, l'essere umano risulta investito di una grande responsabilità.

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20
June
2011

L'Amore

Marco Ferrini

L'amore è un sentimento esuberante, autosufficiente, un'espressione naturale e spontanea della nostra matrice più profonda, della nostra spiritualità ed è un'offerta perenne.

L'Amore - MArco Ferrini BlogLa sua prerogativa è dare e dimenticare, in quanto l'atto di dare è già il suo appagamento. Ogni autentica tradizione spirituale asserisce che l'essere umano è progettato per la felicità e l'amore é indubbiamente la sua espressione più alta. Delle innumerevoli forme d'amore, la più elevata è quella spirituale, concentrata sul Sé supremo. Questo sublime livello d'amore, sebbene costituisca funzione e bisogno imprescindibile di tutti gli esseri, non è un sentimento ordinario, ma un'ambiziosa meta cui andare attraverso un viaggio interiore e conquistare con la scoperta della nostra natura immortale di origine divina.

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10
June
2011

Ahimsa: l'arte di esercitare la compassione tutti i giorni

Marco Ferrini

Marco Ferrini - Religioni e rispetto per gli animali

Se una religione dichiara di preoccuparsi dell'anima degli uomini, ma al contempo mostra indifferenza verso le atrocità inflitte alla moltitudine di poveri animali giornalmente macellati, ciò rattrista e induce sempre più persone a chiedersi quale ruolo abbia la pietà in tale religione.
Se alla religione viene sottratto il basilare valore della compassione verso tutte le creature, quanto resta allora della sua validità (e credibilità) sul piano della giustizia universale?
Interroghiamoci dunque sulla provenienza del cibo che mangiamo, e se scopriamo che proviene dalla macellazione non esitiamo a modificare la nostra dieta.

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08
June
2011

Contro la violenza, anche verso gli animali!

Marco Ferrini

In ogni tradizione religiosa occupa una posizione centrale il comandamento “Non uccidere!”.  Nei Veda tale principio viene estesamente espresso con il concetto di ahimsa, ‘non nuocere agli altri’,  che occupa la centralità della vita religiosa del sadhaka, o studente dedicato alla disciplina spirituale.
Prima ancora che nelle Sacre Scritture, la “non violenza” è una legge scolpita nel cuore di ogni essere umano. Uccidere repelle ognuno in base alla propria sensibilità, ed è evidente che questa ingiunzione così come intesa nelle Scritture religiose non è limitatamente riferita all'uccisione degli esseri umani.

Categoria: Riflessioni

18
May
2011

Breve video sul Ruolo della Volontà

Video presentazione del libro Marco Ferrini

Una breve video presentazione del libro "Il Ruolo della Volontà".

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Ultimi commenti

  • grazie per ricordarci il vero piano della Realtà, per gradi accessibile...grazie
    Beatrice

    Beatrice

    19. February, 2016 |

  • grazie per questa chiara e vera descrizione, che ci incoraggia al senso di responsabilità personale, grazie
    Beatrice

    Beatrice

    27. January, 2016 |

  • Grazie. Come sempre articoli molto interessanti
    Michele Francesconi

    Michele Francesconi

    29. December, 2015 |

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Marco Ferrini
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