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Riflessioni

09
January
2012

L'esperienza dell'eternità - Riflessioni sulla vita: oltre nascita e morte

(Matsyavatara das) Marco Ferrini

L'esperienza dell'eternità di Marco FerriniFare un progetto per la nostra morte, è il progetto migliore che possiamo fare per la nostra vita.
L'esperienza dell'eternità della vita e dello stato transiente dell'esistenza incarnata, la si può fare cercando di estendere i confini della nostra mentalità limitata dai pregiudizi, dai condizionamenti, dai nostri attaccamenti.
Su questi fondamenti di conoscenza, si dovrebbe impostare la propria relazione di aiuto a chi sta affrontando l'evento malattia e morte. Chi vorrà predisporsi per aiutare gli altri, avrà da interagire con le istanze ideali e i bisogni materiali dei propri interlocutori. L'essere umano è infatti un coacervo di desideri per l'immanente e di bisogni e desideri per la realtà trascendente.

Categoria: Riflessioni

03
January
2012

Il ciclo della vita - Riflessioni sulla vita: oltre nascita e morte

(Matsyavatara das) Marco Ferrini

Il ciclo della vita - Riflessioni sulla vita: oltre nascita e morte di Marco FerriniAncoratevi alle vostre esperienze. Dove è andato il vostro corpo da infanti? Il vostro corpo di adesso non è certo quello di quando eravate bambini.
Biologicamente parlando, avviene un ricambio continuo, una continua rigenerazione, un ciclo continuo di nascite e morti.
Secondo la prospettiva indovedica e delle grandi tradizioni spirituali, al momento della morte sopravviveremo al nostro corpo, a questa attuale struttura della materia, come già in questa vita numerose volte siamo sopravvissuti al mutare di quest'ultima (si veda Bhagavad-gita, secondo capitolo).
Come spiega la Gita, titikshava è colui che sa osservare i fenomeni senza esserne travolto, che sa arricchire il proprio punto di vista con la propria ed altrui esperienza senza essere fagocitato dall'apparenza o dalle onde emotive e psichiche.

Categoria: Riflessioni

29
December
2011

Che senso ha la morte? - Riflessioni sulla vita: oltre nascita e morte

(Matsyavatara das) Marco Ferrini

Che senso ha la morte? - Riflessioni sulla vita: oltre nascita e morte di Marco FerriniSe rimandiamo la riflessione sul tema della morte, operiamo contro di noi.
Se la morte è l'unico fatto certo della vita (nella vita ci può capitare di tutto, meno che non morire!),  perché questo unico dato certo non viene preso sul serio come merita?
Perché non viene colta l'occasione per approfondire una riflessione in merito?
Perché si vive come se la morte non ci fosse?
Perché tendiamo a non prepararci in previsione di questo unico fatto certo e ci occupiamo di tutt'altro, quando tutto il resto è discutibile e solo probabile?
Ci si prepara per diventare questo o quello, per imprese che non è neanche certo che possano farci conseguire il risultato prefisso, mentre il viaggio della vita ha sicuramente un epilogo e questo epilogo è la morte.
Non vi appare strano il fatto che le persone vivono come se la morte non ci fosse? La morte viene ignorata o rimossa solo perché ci fa paura ed è la paura ci fa distrarre da questo reale problema.
Ma che frustrazione quando accantoniamo un problema invece che risolverlo!

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24
December
2011

Il senso del Natale

Marco Ferrini

Io (Marco Ferrini) e Padmanabha Goswami sulle rive della sacra YamunaCare amiche, cari amici,
nella cultura indovedica, come in altre civiltà tradizionali, i cicli temporali rappresentano momenti particolarmente importanti. Nei Veda si parla dei sandhi, i più noti sono quelle tre fasi di passaggio che si alternano nelle nostre 24 ore in cui un ciclo temporale termina e sfocia in un altro: l'alba in cui la notte sfuma nel giorno, il momento di massima luminosità in cui il sole è allo zenit e il tramonto in cui il giorno sfuma nella notte.
Ormai giunti al termine del 2011, ci stiamo approssimando alla chiusura di un ciclo importante di un intero anno e all'apertura di una nuova fase della nostra esistenza. CONTINUA

Categoria: Riflessioni

11
December
2011

Il Viaggio della Vita

Marco Ferrini

Il Viaggio della Vita di Marco FerriniIl viaggio della vita è breve. La morte ci segue come un'ombra. Nel viaggio si alternano giorni di pioggia e giorni di luce, giorni in cui le persone ti voltano le spalle e giorni bellissimi di condivisione e gioia, di persone che si trasformano e migliorano sotto i tuoi occhi.
Ci sono i giorni della gioventù e ci saranno quelli della vecchiaia, i giorni d'inverno e i giorni di primavera.
La ciclicità delle stagioni manifesta la natura perenne delle cose e lascia intuire, al di là di essa, un'ulteriore realtà: quella dell'eternità.

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05
December
2011

Donare: che cosa a chi - L'arte dell'offerta nella Bhakti

Marco Ferrini

Donare: che cosa a chi di Marco FerriniNel diciassettesimo capitolo della Bhagavad-gita, Krishna enuclea diverse tipologie di dana, ovvero carità, offerta, sotto il segno di tamas, rajas e sattva guna.
“La carità elargita per dovere, senza aspettarsi niente in cambio, nelle giuste condizioni di tempo e luogo, e alla persona che ne è degna, appartiene alla virtù.
Ma la carità compiuta con la speranza di una ricompensa egoistica o con il desiderio di godere dei frutti che ne derivano, oppure fatta controvoglia, è sotto il segno della passione.
Infine, la carità fatta in tempi e luoghi inopportuni, a persone indegne, o compiuta in modo irrispettoso o sprezzante, appartiene all'ignoranza” (Bg. XVII.20-22).
Se scegliamo le persone giuste alle quali dedicare le nostre offerte e il nostro amore, non mancheranno di manifestarsi gli esiti sperati: illuminazione della coscienza, serenità, fede, visione, unità con Dio e con tutti gli esseri.

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30
November
2011

Imparare ad offrire per aprirci alla vita - L'arte dell'offerta nella Bhakti

Marco Ferrini

Imparare ad offrire per aprirci alla vitaLa persona che ha paura di esprimersi, di dare agli altri e soprattutto di offrirsi a Dio, blocca con la sua stessa attitudine le sue innate potenziali capacità di successo, mentre chi ricerca autenticamente l'esperienza dell'Amore e non ha paura di offrire e di offrirsi, realizza gradualmente la pienezza del suo essere, non ha rimpianti per il passato e non ha aspettative per il futuro, non certo perché è incline ad una mentalità fatalistica: vive con fiducia e gioia il presente perché compie qui ed ora tutto quello che è nelle sue possibilità per armonizzarsi all'ordine cosmo-etico di Amore che regge il mondo e la vita di ogni essere.

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29
November
2011

Oltre ogni fanatismo

Marco Ferrini

Conferenza a Napoli, presso Circolo Artistico Politecnico, 24 novembre 2011Stiamo attenti a non diventare né dei fanatici della scienza, né della politica, né della religione. Ogni posizione o convinzione che assumiamo, ricordiamoci che porterà le sue conseguenze nella nostra vita, ora e domani. Sant'Agostino all'inizio della sua opera massima, “Le Confessioni”, asserisce con chiarezza: l'uomo è responsabile della propria morte; similmente nella Bhagavad-gita Krishna spiega che le nostre convinzioni determinano non solo la qualità della vita presente ma anche la nostra destinazione dopo la dipartita dal corpo.

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28
November
2011

La Devozione è espressione d'Amore - L'arte dell'offerta nella Bhakti

Marco Ferrini

Gangotri, La sorgente del GangeL'evoluzione spirituale è come un fiume in piena che scorre vigoroso e incessante nel suo moto benefico e arricchente. La volontà di evolvere viene resa sempre più forte e saggia dalla sua integrazione con quello che è il sentimento fondamentale di ogni essere umano, il più nobile ed evoluto: la devozione, Bhakti, che rappresenta l'espressione più intima dell'Amore e che è al tempo stesso mezzo principale di evoluzione, quando è ancora nella sua forma non compiuta e non perfezionata, e meta finale da raggiungere quando invece è pienamente espressa e realizzata.
La devozione è sostanziata dalla capacità di dare e ricevere, senza tornaconti egoistici ma semplicemente per lo spirito di condivisione e per il desiderio di fare del bene a se stessi e agli altri. L'arte dell'offerta di quel che si ha e soprattutto di quel che si è, si rivela dunque essenziale.
La devozione, e con essa lo spirito e l'arte dell'offerta, sono il mezzo più efficace e diretto che pone in contatto immediato con gli altri e con il Divino, perché esse aiutano a travalicare limiti e ostacoli che sono insiti nella percezione egoica ed egoistica. Permettono di contemplare l'altro e quel che ci accade con gli occhi dell'anima, oltre le apparenze che frammentano e separano il singolo dal tutto.

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08
November
2011

Essere autentici nella società di oggi

Marco Ferrini

Essere autentici nella società di oggi di Marco FerriniA fronte di quanto veramente sconcertante succede oggi, al fine di elevare la nostra visione, per capire quale sia la nostra possibilità di aiuto, cerchiamo di trovare un ritmo nella nostra vita tra momenti di profonda riflessione a cui possa seguire una azione illuminata ove esprimere al meglio l'attuazione dei nostri singoli doveri. E' necessario non voltare le spalle quando la società ha più bisogno di noi contribuendo a far sì che essa sia baluardo di legalità, lealtà e ordine, perchè non imperi il kaos, perchè i più forti e violenti non facciano scempio dei più deboli. Sappiamo benissimo che dobbiamo rimanere al nostro posto in una lotta giusta e non violenta. Questo posto è diverso per ognuno a seconda dei ruoli e dei mezzi e, diversa, è anche la modalità che possiamo applicare per essere coerenti con il ruolo “assegnatoci”.

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04
November
2011

Perchè una scuola sulle scienze tradizionali dell'India?

Marco Ferrini

MArco Ferrini BlogHo fondato una scuola non perchè scuole non ce ne fossero già; se avessi dovuto fondarne una dello stesso tipo non ci sarebbe stata nessuna ragione. Quel che ho desiderato fare, che ho chiesto con tutte le mie forze di poter fare, è qualcosa le cui materie fossero tutte in sinergia, qualcosa che mirasse, con l'uomo al centro, alla ricerca di Dio, come vedere Dio in ogni cosa ed ogni cosa in Dio e far capire come noi siamo parte di Lui non in senso di frammenti, ma sue immagini, nella stragrande maggioranza dei casi inconsapevoli di esserlo.
Costruire un percorso non per diventare Dio, che è una contraddizione in termini ma, un viaggio per riscoprire il nostro legame d'amore con Dio, per riscoprire la nostra relazione d'amore non solo con Lui ma anche con

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30
October
2011

Fede e Ragione

Marco Ferrini

Fede e ragione di Marco FerriniIl concetto di Fede nella tradizione indovedica possiede una valenza di grande rilievo, il cui approfondimento può rappresentare anche per l'uomo occidentale moderno e contemporaneo un contributo importante per lo sviluppo intellettuale, sociale e spirituale dell'individuo e della collettività nel suo complesso.
Nelle Veda-samhita, nelle Upanishad e nella Gita il termine Fede, in sanscrito shraddha, traduce variamente ‘la convinzione che dimora nel cuore’, intendendo con ciò, però, anche la sua natura essenziale e permanente, elemento fondante della personalità umana.
In questa prospettiva di pensiero, shraddha non indica certo un'adesione fideistica o dogmatica a qualche ideologia o credo, bensì l’esistenza nell’animo umano di una componente che anela alla realizzazione di un ideale, seppur non sempre ben definito. La scoperta dell’esistenza di questo centro della personalità, da cui sgorga l’irrefrenabile anelito ideale, produce una nuova visione dell’uomo e del cosmo, da cui derivano comportamenti profondamente e intensamente vissuti.

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16
October
2011

Sulle relazioni

Marco Ferrini

Sulle Relazioni di Marco FerriniLa vita umana è breve e di relazioni profonde se ne riescono a costruire veramente poche. Esse infatti richiedono tempo, investimento di attenzione e di sentimenti autentici. Le relazioni superficiali sono molto più facili da costruirsi ma poi restano scatole vuote per tutta la vita. In esse predominano le attrazioni sensoriali e i motivi dello stare assieme sono futili ed egoistici. Le persone si accostano, si mischiano e si separano in tempi rapidissimi, perché non hanno in comune nessun interesse profondo o ideale da perseguire. Queste relazioni sono come costruzioni senza fondamenta. Solo chi ha ideali è capace di costruire relazioni profonde.
Come non si abbatte un albero che ha impiegato centinaia di anni a crescere se non dopo attenta e ponderata valutazione, così ancora più attenzione e cautela occorrono per evitare di sciupare o rovinare le relazioni profonde che nella vita siamo riusciti a costruire. Questo vale per la relazione tra coniugi, tra genitori e figli, tra guru e discepolo, tra amici e parenti.

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04
October
2011

Sintomi dell'amore

Marco Ferrini

Sintomi dell'amore di Marco FerriniAlcuni dei principali sintomi dell'amore sono l'entusiasmo, la gioia, la fiducia, la cura, il senso di responsabilità verso ciò che si fa e verso chi si ama.
L'amore si rende visibile all'esterno anche attraverso il sentimento della gratitudine, poiché si riescono a percepire e ad apprezzare le qualità degli altri, e della compassione.
La compassione è amore che trabocca dal cuore. Dalla compassione si sviluppa naturalmente la misericordia, ovvero il crescente desiderio di dare alle persone strumenti affinché loro stesse possano risolvere i propri problemi.

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03
October
2011

L'eccellenza dell'amore

Marco Ferrini

L'eccellenza dell'amore di Marco FerriniL'eccellenza dell'amore sovrasta qualsiasi sentimento, supera ogni ostacolo, fa realizzare ogni desiderio dell'anima. Quando esprimiamo amore, esprimiamo la nostra natura: quella più profonda spirituale. Se comunichiamo altro e non l'amore, a prescindere da come si è vestiti o da quale sia il proprio nome, la realtà non cambia: si vive soffocati dalle dinamiche costrittive dell'ego. É il livello di coscienza che viviamo che esprime il nostro stato evolutivo, e la nostra evoluzione diventa visibile anche ai ciechi nella misura in cui sappiamo esprimere amore nelle nostre parole e nelle nostre azioni.
Praticando l'amore, tutti gli scopi evolutivi che ci si è prefissati vengono raggiunti, migliaia di volte meglio di quanto si possa ipotizzare o sperare nella nostra più fervida immaginazione.

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30
September
2011

L'unità nella diversità

Marco Ferrini

L'unità nella diversità, Marco Ferrini BlogL'amore è una potenziale facoltà di tutti gli esseri. Praticando l'amore, questa facoltà si sviluppa e diventa una capacità.
L'oggetto dell'amore non è esclusivo; l'amore può essere rivolto verso qualsiasi persona, e quando è veramente amore non può essere che così. Man mano che si pratica, l'amore si manifesta dunque come una scelta relazionale, come naturale inclinazione, dunque ogni cosa diventa oggetto d'amore, non solo la compagna o il compagno nella coppia o la propria famiglia.
Il concetto che un rapporto si possa impunemente troncare se presenta dei difetti apparentemente insormontabili è errato, come lo è l'idea preconcetta che debba essere mantenuto a qualsiasi condizione, poiché l'altro ha facoltà di non amare. Dunque l'amore non deve dipendere dalla precondizione che l'altro ami.
Tutti siamo parte della stessa interezza, non solo costituita dall'umanità ma più ampiamente da tutte le creature e da quell'unità che è la vita che è condivisa da tutti gli esseri e che possiamo definire Dio. Dunque ogni essere è essenzialmente unito per la vita a quell'unicità che è la vita e può ritrovare la comunione con la vita attraverso l'amore. Allo stesso tempo è altrettanto evidente che ogni essere umano ha le sue peculiarità e che il rapporto con ciascuna creatura può svilupparsi secondo dinamiche temporalmente o peculiarmente diverse, ed è proprio la capacità di gestione della tensione tra i due poli: l'unità e la diversità, che è lo scopo dell'amore, ovvero l'integrazione di ognuno con gli altri fino alla comunione e armonizzazione di unità e diversità. Da qui possiamo definire l'amore autentico come frutto dell'impegno attivo, dinamico verso tale scopo evolutivo che implica: attenzione, cura, rispetto, responsabilità, comprensione, creatività, autonomia e desiderio di veder crescere e diventare felice la persona o le persone amate. In definitiva amare è aiutare una persona o un gruppo a realizzare le proprie potenzialità valorizzandole. Se amiamo una rosa, la dovremmo far diventare la più bella rosa: non per goderla egoisticamente ma per offrirla agli altri. Lo stesso, e a maggior ragione, dovremmo farlo con le persone.

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28
September
2011

Amore nel ricevere e nel dare

Marco Ferrini

Amore e Psiche di Canova - Marco Ferrini BlogIl ricevere è la funzione tipica del femminile, mentre il dare è la funzione tipica del maschile.

Originariamente l'essere è integro, avendo in sé stesso la pienezza delle caratteristiche sia femminili che maschili. La persona psicologicamente frammentata perde questa completezza e diviene uomo o donna. La reintegrazione della personalità consiste nel diventare “uomini e donne”, ricostituendo le sensibilità femminili e maschili in un'unica persona. Nella tradizione biblica Eva nasce da una costola di Adamo, dunque anche il mito descrive tale stato originario di completezza e il processo successivo in cui si crea l'essere umano spezzato, frammentato, per cui l'uomo e la donna sono alla costante ricerca l'uno dell'altro per ricomporsi, riarmonizzarsi, reintegrarsi. Nella prospettiva dello sviluppo di una personalità completa si debbono infatti sviluppare, valorizzare e armonizzare le componenti sia maschili che femminili del carattere.
Il ricevere come caratteristica del femminile può avere due valenze: il prendere, l'afferrare, che è di natura prakritica o materiale, e l'accogliere che è invece componente prettamente spirituale. Similmente il dare, che è caratteristica tipica del maschile, può essere un gesto passivo e materiale, oppure di natura creativa spirituale.

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25
September
2011

La pratica dell'amore per superare la solitudine

Marco Ferrini

Marco Ferrini Blog - La pratica dell'amore per superare la solitudineLa pratica dell'amore può liberare dal senso di solitudine e anche da altri disturbi della personalità. Non l'amore conosciuto soltanto teoricamente o astrattamente, ma l'amore come pratica di vita.
L'amore che può davvero risolvere alla radice ogni problematica esistenziale non consiste certo nella mera eccitazione dei sensi o nella bramosia di possedere che si esprime con morbosi sentimenti esclusivi per sopperire a propri stati di precarietà psicologica. L'agitazione, la frenesia o l'euforia sono stati patologici quanto quelli della depressione, della sfiducia o dell'annichilimento.

Categoria: Riflessioni

22
September
2011

Superare il senso di solitudine

Il senso di solitudine Marco Ferrini

Il senso di solitudine, Marco FerriniIl viaggio verso la ricerca dell'amore ha per tutti un comune luogo di partenza: questo luogo è la solitudine, così come tutti i viaggi verso la felicità partono da un unico identico stato d'animo: l'infelicità.

La storia umana è caratterizzata da continui tentativi per liberarsi dall'opprimente senso di solitudine. Il problema della solitudine non si risolve cercandosi un compagno con il quale non si sia stabilito un genuino profondo rapporto d'amore, circondandosi di oggetti lussuosi per la bramosia di possederli, con vacanze “fuga dalla realtà”, tuffandosi nella folla, nel lavoro senza nobili motivazioni o nella religione vissuta in maniera conformistica. Tutti questi artifici non producono il risultato sperato: dietro questi apparenti conseguimenti le persone diventano infatti sempre più sole, tristi, fragili e insicure. Non sono certo quelli i mezzi per evadere dalla fortezza-prigione della solitudine.

Il senso di solitudine, che se lo si trascura può diventare anche complesso di solitudine, non si risolve se non vengono superati i problemi interiori che ne sono all'origine. Spesso, ad esempio, la solitudine è associata ad un senso di inferiorità, che produce a sua volta senso di insicurezza, scoramento, frustrazione, depressione e un progressivo auto-isolamento.

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09
September
2011

Sulla libertà

Marco Ferrini

Sulla libertà - Marco Ferrini BlogPiù volte nella mia vita mi sono trovato a confrontarmi con il basilare e affascinante tema della libertà.
Nella tradizione indovedica, la realizzazione del sé coincide con moksha, la libertà dai condizionamenti e dalle identificazioni con il mondo dell'impermanenza.
Ma cosa davvero significa “libertà”? E in che modo tale concetto può conciliarsi con la rigorosa assunzione di una disciplina di vita, fatta di astensioni e prescrizioni a cui la persona deliberatamente si assoggetta, e che nella tradizione indovedica è considerata strumento indispensabile proprio per riconquistare la libertà?
Come diceva il filosofo greco Epitteto, “nessuno è libero se non è padrone di se stesso”, se non è capace di auto-regolarsi, di dominare le proprie pulsioni ed istinti, di scegliere consapevolmente lo scopo cui tendere e di porre in atto tutti quei comportamenti e sacrifici che servono a raggiungerlo. Ricercare la libertà significa anche questo, ovvero significa abbandonare il selvaggio spontaneismo, che in realtà è solo spontanea espressione di condizionamenti, e cedere un po' della propria pseudo-libertà per conquistarne una di ordine superiore. Ciò implica dedizione, spirito di sacrificio, impegno rigoroso e coerente. Nella letteratura indovedica, quest'ultimo concetto è espresso con il termine tapas: accettazione volontaria di sacrifici e disagi per raggiungere lo scopo superiore che la persona si è prefissa. Tapas è dunque la capacità di compiere ascesi, è la forza di affrontare le difficoltà, le fatiche e gli ostacoli con determinazione e serenità, con quella fiducia che viene dall'esercizio costante di una disciplina spirituale, dalla ben accurata definizione dello scopo di valore che si vuole raggiungere e dalla consapevolezza di ciò che esso dispensa in termini di evoluzione, serenità, appagamento profondo. Libertà significa perciò anche assunzione di responsabilità: ecco perché molti la temono, diceva George Bernard Shaw. Ma nella letteratura dello Yoga della Bhakti si spiega che

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Ultimi commenti

  • grazie per ricordarci il vero piano della Realtà, per gradi accessibile...grazie
    Beatrice

    Beatrice

    19. February, 2016 |

  • grazie per questa chiara e vera descrizione, che ci incoraggia al senso di responsabilità personale, grazie
    Beatrice

    Beatrice

    27. January, 2016 |

  • Grazie. Come sempre articoli molto interessanti
    Michele Francesconi

    Michele Francesconi

    29. December, 2015 |

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