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Riflessioni

18
November
2014

Attrazione e repulsione

Marco Ferrini

Attrazione e repulsione - Marco FerriniAttrazione e repulsione mettono in crisi la nostra capacità critica di giudizio, di valutazione e la lucidità nel procedere con metodo. Potete considerarle alla stregua di avversari da neutralizzare.

Raga (attrazione) e Dvesha (repulsione) sono destabilizzatori delle nostre emozioni e delle nostre relazioni.

In cuor nostro, vorremmo mantenere alta la qualità delle relazioni, ma capita di cedere a reazioni emotive che non avremmo voluto avere, non avremmo dovuto esprimere in quel modo sulla spinta del binomio repulsione-attrazione. Quando mi riferisco all’attrazione, non pensiate necessariamente intesa verso un’altra persona, perché potrebbe essere attrazione verso qualcosa che lui/lei ci nega o a cui si frappone come ostacolo per ottenerla, scatenando la nostra avversione verso l’interlocutore stesso.

Potrebbe invece accadere che lui/lei voglia farci avvicinare a un’esperienza che genera in noi repulsione e, come intuibile, possono essere tante le combinazioni in cui attrazione-repulsione ci incatenano.

Nelle relazioni, raga e dvesha sono il fondamento del nostro umore, delle emozioni e di quello stato d’animo inquieto dal quale è difficile liberarsi, pur avendo razionalmente deciso di farlo, perché consapevoli essere sbagliato e nocivo per decidere ed agire. Possiamo pensarlo, ma da lì a uscirne non è istantaneo, dipende da quanto vi siamo invischiati dentro.

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17
November
2014

La qualità delle relazioni determina la qualità della vita

Marco Ferrini

La qualità delle relazioni determina la qualità della vita - Marco FerriniSe non si hanno buone relazioni con gli altri non è possibile averne con se stessi, perché la qualità delle relazioni che abbiamo con gli altri è infine lo specchio della relazione con noi stessi.

Gli altri non sono poi così 'altro' da noi, bensì sono, come noi, parte del Tutto. Come noi, promanazioni dell'Uno supremo.

Come affermano la Shruti (la Rivelazione Vedica) e la Smriti (la Tradizione Indovedica), rispettivamente la Katha Upanishad (eko bhaunam [...] L'Uno che si fa molteplice), e la Bhagavad-gita (mama vamsho jiva loke, jiva bhuta sanatanah [...] tutti gli esseri son mie eterne promanazioni) ci rimandano alla stessa Realtá, ovvero alla nostra comune origine divina e alla nostra natura eterna, quali figli dello stesso Padre. Padre in quanto  suprema origine e sostenitore di tutto ciò che è. Da ciò deriva la mistica affermazione della comune origine e divina fratellanza fra tutte le creature. È in questo senso che dovremmo guardare al creato e alle creature come promanazioni del Creatore, inconcepibilmente e simultaneamente Uno e Trino.

Creatore, creature e creato, una sola realtà costituita di differenti energie (antaranga e bhairanga shakti), tutte promanazioni divine.

La retta comprensione e il conseguente comportamento consentono una vita relazionale coerente e appagante che non poco facilita la nostra marcia verso la realizzazione spirituale dell'Amor devoto e della divina Sapienza (Bhakti-Vedanta).

Categoria: Riflessioni

14
November
2014

Quando scienziati e filosofi contemplano la natura senza pregiudizi

Marco Ferrini

La cura fisiologica, psicologica, etico-morale dello Yoga è fondata sulla sádhana, ortoprassi, conoscenze e metodi in virtù dei quali la persona induce se stessa a reinterpretare la propria immagine di sé fino alla scoperta della propria natura spirituale. Ciò implica anche esercizi meditativi vòlti a trasformare innanzitutto le proprie convinzioni pregiudizievoli, quelle che inducono particolari inclinazioni che vorremmo correggere.

La vita incarnata è un perenne susseguirsi di morti e rinascite nel ciclo samsarico. In questo ininterrotto fluire si avvicendano nella coscienza dell’essere incarnato immagini ed emozioni positive e negative, sane e malsane che nel bene come nel male modellano la nostra vita sociale, intellettuale, religiosa e tutto il resto.

Queste immagini frutto di più o meno evanescenti emozioni, foggiano la nostra interpretazione della realtà, e non la realtà in sé.

Nel perenne formarsi e dissolversi di desideri, emozioni, impressioni e pensieri che caratterizzano la nostra vita incarnata nell’universo, possiamo intuire la presenza di un ordine superiore, il dharma, impercettibile ad uno sguardo distratto, ma ben evidente agli occhi di chi ha imparato a intuire la realtà oltre il velo dell’apparenza.

Categoria: Riflessioni

10
November
2014

E’ possibile evitare la crisi?

Marco Ferrini

Superare la crisi - Marco FerriniE’ importante considerare che i benefici ed eventuali passi evolutivi non derivano solo da esperienze piacevoli e appaganti, ma anche dagli errori che facciamo, purché ne sappiamo trarre vantaggio risollevandoci e correggendoci. Se esaminati attentamente, i nostri errori non hanno valore minore dei nostri successi. Ma le persone sono più inclini a ricordare i successi e dimenticare i fiaschi…

L’importante é non dimenticare la lezione appresa!

Altra considerazione è che non impariamo soltanto dai nostri successi, ma anche da quelli degli altri, così come non soltanto dai nostri fiaschi, ma anche da quelli altrui.

Capita di conoscere persone che hanno sempre operato con fatica e impegno e poi, presi da un’improvvisa passione, in pochi minuti o pochi giorni, le vediamo grondanti di sofferenza per aver rovinato una vita costruttiva. Perché ciò accade? Perché le persone possono precipitare in un momento di crisi senza parlarne, senza riconoscere le emozioni di cui sono in preda e che le inducono ad agire senza riflettere.

Individuare le emozioni tossiche che operano favorisce la lucidità mentale e il controllo delle azioni.

Trascurare le conseguenze e insistere nel commettere errori gravi è, invece, causa di perdita repentina della giovinezza, della salute, di fortune economiche e di relazioni. Ci possiamo giocare i valori, i fondamentali della nostra vita se non riconosciamo il momento di crisi e non esaminiamo quel che avviene interiormente oppure lo facciamo con le persone sbagliate. Si dovrebbe evitare di avere un solo consigliere, così come di averne troppi.

Motivare significa “dare una mossa” alla persona, le emozioni sono quelle esperienze emotive che danno l’energia e la spinta ad agire. Noi siamo responsabili nel governare le nostre emozioni e compiere le azioni più idonee.

E’ quindi possibile evitare la crisi?

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27
October
2014

Lo Yoga oggi

Marco Ferrini

Marco Ferrini, Namaste!

Care amiche, cari amici, gloria al Signore!

Oggi ho realizzato un dato significativo, che rivela una tendenza inversa al processo di secolarizzazione della nostra epoca e testimonia un orientamento delle coscienze verso tematiche universali, che sono fonte e garanzia di autentico benessere e libertà.

L'importanza di condividere questa riflessione  è per fare omaggio alle migliaia di persone come voi che hanno desiderato entrare in contatto con il sapere antico della tradizione vedica, che l'Unesco ha solennemente proclamato "patrimonio dell'umanità".

É anche un'indicazione di dove siamo e di come procedere nello sviluppo del progetto che abbiamo creato, che non é il mio bensì il nostro e vostro progetto.

Ringrazio chi sta offrendo il proprio contributo donando ad altri l'opportunità di conoscere questi valori perenni, un nuovo orizzonte di senso attraverso la scienza spirituale dello Yoga.

Categoria: Riflessioni

17
October
2014

All'unisono

Marco Ferrini

All'unisono - Marco FerriniIl cosmo è un corpo unitario dinamico, dove spazio, tempo, materia ed energia concorrono congiuntamente a realizzare la fenomenologia del divenire. Lo Yoga permette a chi lo pratica di espandere la propria consapevolezza, giungendo a percepire le differenti dimensioni del Reale e i diversi stati della coscienza.

La disciplina dello Yoga prevede un approccio globale all’essere e alla vita, poiché se non si considera l’individuo nella sua totalità, non si avranno che sprazzi superficiali di benessere. La salute non può prescindere da un’idea d’insieme che comprenda i vari piani antropologici e che tenga conto del relazionarsi dell’uomo con il creato e con gli altri esseri.

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16
August
2014

Come si sviluppa una sana affettività?

Marco Ferrini

Marco Ferrini - Serenità interiore

Una persona anaffettiva non può stabilire relazioni profonde con nessuno, tantomeno con Dio.

L'anaffettività è una grave carenza nell'essere umano. Anaffettività = aridità.

C'è speranza di guarigione per una persona anaffettiva?

Sì! Seguendo la logica pedagogica che Krishna esprime nella Bhagavad-gita, bisognerebbe dire sia qual è l'ostacolo che in che cosa consista la cura.

L'ostacolo è la compagnia di persone anaffettive.

E quale sarà la cura?

Stare con persone che hanno sviluppato un buon livello di affettività, il che non vuol dire sentimentalismo. Il sentimentalismo non è una bella fioritura dell'affettività, anzi ne è un'espressione deviata. Ciò di cui dovremmo andare in cerca è invece un'affettività sana, ben fondata, coerente, che ha le proprie radici in un sentimento autentico di matrice spirituale, che va ovviamente ben oltre l'adozione di un comportamento di mera cortesia formale.

Sapete da dove proviene etimologicamente il termine “cortese”? Dal sostantivo “corte”, i cui frequentatori dovevano sottostare ad un'etichetta di comportamento particolare, eppure in quegli ambienti - nel mezzo di una cortesia spesso solo ostentata- serpeggiavano tradimenti e inganni di tutti i tipi. Ma esistono invece una cortesia e una gentilezza autentiche, che nascono dal sentimento di benevolenza verso tutti, dal desiderio di rendersi utili, di aiutare le persone ad esprimere la migliore versione di loro stesse.

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10
June
2014

Il Senso della Missione

Marco Ferrini

IL SENSO DELLA MISSIONE Marco FerriniIl tema di cui vorrei parlarvi attiene ad un concetto estremamente complesso, difficile da veicolare in tutta la sua profondità e nelle sue tante e variegate sfaccettature. Ma è talmente rilevante per la vita di uno spiritualista che, con umiltà, dovremmo essere soddisfatti con la parte che di esso riusciamo ad esprimere e a comprendere, senza quell'esosa presunzione di aver detto o compreso tutto. Provo ad esprimerlo in maniera succinta, essenziale, dunque con tutti i pro e i contro che ci sono quando si fa una sintesi.

La vita spirituale può cominciare in tanti modi, nelle maniere più svariate. Può cominciare quando abbiamo raggiunto il vertice della piramide sociale e, pur avendo ottenuto il successo, si prova un'intima insoddisfazione che non riusciamo a spiegarci né a comprenderne le cause, perché non scaturisce da niente in particolare.

Tutti gli obiettivi possibili (fama, successo, ricchezza, potere...) sono infatti stati raggiunti, eppure, nonostante ci sia tutto, inclusa la salute, ci si accorge che in verità non c'è niente su cui possiamo veramente contare. Ciò accade quando scopriamo che tutto ciò che abbiamo conquistato è di natura effimera, transeunte, e che quindi questo genere di successo non può darci reale, duratura e profonda soddisfazione.

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08
April
2014

YOGA: LA SCIENZA DELLA UNIONE

Napoli, Castello Angioino, 20 Dicembre 2008, Convegno “La Scienza della Meditazione” Marco Ferrini

YOGA: LA SCIENZA DELLA UNIONE Marco FerriniIl termine Yoga deriva dalla radice sanscrita yuj che letteralmente significa ‘unire, collegare’; lo Yoga infatti costituisce la scienza per la reintegrazione del sé individuale con il Sé supremo, della coscienza infinitesimale con la Coscienza cosmica.
Nella Bhagavad-gita vengono descritti diversi tipi di Yoga e Patanjali nel suo celeberrimo trattato sugli Yogasutra, che costituisce una delle prime e più importanti Scuole di psicologia del genere umano, definisce otto fasi di sviluppo della disciplina Yogica (Ashtanga Yoga) di cui la meditazione, dhyana, costituisce solo la penultima fase.
Prima di entrare in uno stato meditativo, l'aspirante yogi deve infatti purificare la propria mente ed il proprio cuore astenendosi da attività contrarie all'evoluzione spirituale, yama, e impegnandosi in attività ad essa favorevoli, niyama. Si deve poi diventare esperti nell'assumere posture, asana, che permettano di percepire il corpo il meno possibile e successivamente apprendere l'arte del respiro, pranayama.
Rivolgendosi verso l'interno e distogliendo i sensi dai loro oggetti, pratyahara, cercando di concentrare le proprie risorse attentive verso un'unica direzione, dharana, lo yogi si predispone alla meditazione vera e propria, dhyana appunto, in cui il proprio flusso di attenzione non è più distratto da interferenze esteriori e grazie alla quale egli giungerà ad uno stadio di completo assorbimento interiore definito samadhi.
Gli stadi precedenti il samadhi sono necessari per risolvere i conflitti tra le diverse strutture e funzioni psichiche, attraverso una armonizzazione della personalità, prima di aspirare ad un totale assorbimento nel seme meditativo, bija, e che dire nel sé.
L'approccio alla meditazione dev'essere graduale, poiché prima si devono sviluppare certe conoscenze derivanti dalla presa di consapevolezza di piccole verità, senza avere la presunzione di avere di volta in volta conquistato la Realtà, la Verità e dunque essersi illuminati definitivamente.

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31
March
2014

Qual è la Funzione del Sogno? Come interpretarlo?

Marco Ferrini

Marco Ferrini - Serenità interiore

Il sogno lavora per riparare l'inconscio.

Il sogno non dà una soluzione già fatta, come un buon genitore non deve dare una soluzione già fatta ai figli, altrimenti questi si impigriscono.

Poniamoci di fronte al sogno con queste consapevolezze:

1.Il sogno rivela il mio inconscio.

2. Il sogno vuol sanare il mio squilibrio

3. Nel sogno posso trovare la soluzione. Il sogno non me la rivela direttamente, altrimenti le intuizioni che mi porta non riuscirebbero ad oltrepassare le barriere dell'io cosciente.

4. Il sogno interviene ad un livello di coscienza superiore e lo rivela per immagini e metafore.

Marco Ferrini

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10
March
2014

Perché la meditazione è così importante?

Marco Ferrini

Meditazione - Marco FerriniQuanta necessità c'è di fare chiarezza su di una pratica così indispensabile nella nostra vita che è la meditazione.

Perché la meditazione è così importante?

Perché concomitante alla nostra memoria cosciente, esiste una gran quantità di materiale psichico cui noi non abbiamo accesso e che invece la meditazione può riportare alla nostra coscienza e soprattutto aiutarci a trasformarlo.

Noi non nasciamo con la nascita né moriamo con la morte del corpo, eppure la nostra coscienza è limitata ad un ridottissimo spazio-tempo. Attraverso la meditazione, praticata secondo la Tradizione Yoga, possiamo espandere la nostra coscienza e riprendere il contatto profondo con noi stessi e con la nostra origine divina.

Categoria: Riflessioni

27
February
2014

Non violenza

Marco Ferrini

Non Violenza - Marco FerriniIl principio di “ahimsa” non può essere insegnato se non si pratica. “Non violenza” significa “non nuocere”; non basta però applicare tale principio nelle relazioni verso i nostri simili: va riconsiderata anche la nostra dieta, le nostre abitudini alimentari.

Diventare vegetariani non è una questione di gusto o di eccentricità, ma l’unico modo per evitare l’uccisione e la sofferenza di altre creature. Il pensare ed accettare che, per soddisfare le esigenze di qualcuno, animali innocenti vengano macellati, illudendosi che ciò non causi loro sofferenza, è sintomo di una mentalità ottenebrata.

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25
February
2014

Conoscere e Orientare le Passioni

Marco Ferrini

La via Regia, Marco FerriniUna passione può diventare un’idea fissa, un’ossessione, capace di assorbire tutte le risorse psichiche di un individuo e, nonostante le sue migliori intenzioni, inclinarlo verso l'abisso. Magari buone ragioni ma impiegate in modo inesperto o ingenuo. La passione è una forza accentratrice delle funzioni psichiche. È sulla spinta di quella specifica passione che tutte le funzioni vengon prima sospese, poi travolte e in tempi rapidissimi riorientate al sol fine della sua stessa soddisfazione. Come un fuoco che, dopo aver divorato tutto, divora se stesso (Bhagavad-gita III.37-43).

Esser dominati da una passione (gioco d'azzardo, vendetta, invidia...), prima o poi, induce ad atteggiamenti pericolosi e distruttivi. Tutta l’affettività ne risente, in quanto tende a venir interamente assoggettata alla passione che presto regna tirannicamente sovrana.

La letteratura indovedica, ponendo l'accento sulla differenza sostanziale tra evoluzione e involuzione, ci offre una scienza per il controllo dei sensi e della mente. Sottolineando l'importanza del desiderio quale fattore decisivo per imprimere alla nostra vita un trend evolutivo o involutivo, nella tradizione definito rispettivamente sat o asat, essa ci offre una chiara mappatura del percorso da fare per giungere al centro di noi stessi e vivere come esseri liberi, signori della nostra dimora interiore.

Categoria: Riflessioni

21
February
2014

La via regia

Marco Ferrini

La via Regia, Marco FerriniLa scoperta di nuove dimensioni della personalità è la più importante che possiamo fare nella nostra vita. Un viaggio oltre i confini della mente conosciuta, andando oltre l’esperienza che abbiamo fatto di noi stessi fino a quel dato momento.

Alle volte è un’esplorazione che comporta scoperte gradevoli, altre sgradevoli. Come in un vero viaggio si sa da dove si parte, ma non sempre è certo dove e quando si arriva.

Possiamo affermare che la maggior parte della gente non conosce se stessa. Ecco perché da millenni c’è un’ esortazione tra persone di grande apertura e di notevole evoluzione psichica e spirituale che dice: “Conosci te stesso.”

Cosa significa? Uno crede di conoscersi sapendo quando è nato, dove è nato e i più conoscono i loro genitori, ma è una conoscenza superficiale, quasi banale. Tant’è che capita nella vita di fare un’amara esperienza: trovarsi di fronte a chi, nonostante si conosca da decenni, rivela improvvisamente qualcosa di inaspettato di sé, spesso inquietante. Altre volte è un lato sconosciuto della nostra stessa personalità ad emergere, che può essere tanto edificante quanto spiacevole.

Categoria: Riflessioni

11
February
2014

Relazioni

Marco Ferrini

Relazioni, Marco FerriniSenza relazioni non è possibile vivere, in quanto cruciali e fondamentali. Buone relazioni possono arricchire le persone in uno scambio reciproco, ma cattive relazioni possono rovinare una vita.
Di relazioni si vive, ma si può anche morire. La più importante di tutte è la relazione con se stessi; se non abbiamo una buona relazione con noi stessi è impensabile poterla avere con gli altri.
Se non siamo capaci di perdonare e correggere i nostri errori, come possiamo perdonare e aiutare gli altri a migliorarsi? Troppo spesso, nel tentativo maldestro di farci del bene, siamo la causa del nostro male.

Questo accade perché tendiamo a un bene egoistico, relativistico, personalistico anziché volgerci a un bene comune, collettivo, universale. Ma una persona che non è in grado di fare del bene a se stessa, non può fare il bene degli altri.

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08
February
2014

Quanto conosciamo della nostra storia?

Marco Ferrini

Che cosa ci è accaduto nel corso del tempo e quanto della nostra storia conosciamo?

Generalmente ne conosciamo una piccolissima parte, paragonabile allo spessore di un'ala di mosca. Eppure abbiamo lasciato una scia nello spazio e nel tempo lunga millenni. Quella scia costituisce e segna la nostra storia.

Conoscersi vuol dire anche conoscere la propria storia. Nel nostro peregrinare nel ciclo delle esistenze, possiamo esser stati fate, mostri, criminali, santi, donne, uomini, possiamo esser morti giovani o vecchi, aver sofferto o gioito. La nostra storia è inscritta nel nostro inconscio. Emerge attraverso vritti, samskara e vasaia.

Le vritti sono le onde psichiche che cambiano i nostri quadri mentali. Provengono sia dalle impressioni che riceviamo dall'ambiente che dalle memorie che sono annidate nell'inconscio, i samskara appunto, i quali a loro volta producono le tendenze (vasana) della personalità.

Quanti traumi abbiamo avuto nel nostro travagliato percorso esistenziale e quanti di questi sono stati elaborati e risolti?

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28
January
2014

Qual è il vero successo? (Parte III)

La Lezione più Importante - Marco Ferrini

Il mio percorso di vita e di ricerca spirituale ha sempre avuto come fondamento e filo conduttore gli insegnamenti degli Shastra, i testi che rappresentano le fonti della filosofia perenne dello Yoga della Bhakti, in primis Bhagavad-gita e Bhagavata Purana.

In questo percorso, iniziato nel 1976 con l'incontro con il mio Maestro, Bhaktivedanta Svami Prabhupada, una realizzazione si è sempre più stagliata, impressa e definita nella mia coscienza: la realizzazione della necessità e urgenza di elaborare il rapporto con la morte, propria e altrui, poiché non ci può essere prospettiva di serenità, e che dire di felicità, fintanto che tale rapporto rimane oscuro, tormentato, irrisolto.

Aiutare se stessi e gli altri in un autentico processo di evoluzione significa in prima istanza favorire la comprensione e realizzazione del perché della malattia, della vecchiaia, della morte e ancor prima significa saper rispondere alla domanda: chi muore? Cosa muore?

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20
January
2014

Qual è il vero successo? (Parte II)

Il Filo Conduttore del mio Viaggio Interiore - Marco Ferrini

Avevo intorno ai trent'anni quando ho fatto la scelta risoluta, molto sentita interiormente, di andarmi a ricercare in profondità, per dismettere una ad una le maschere che fino ad allora si erano stratificate sul volto della mia vera identità. Avevo testimoniato i moti del '68 e il tentativo fallimentare di applicarne i valori; cercavo matrici sia culturali che spirituali cui riferirmi per fare un percorso di conoscenza interiore alla ricerca di me stesso e con questo obiettivo cominciai a viaggiare verso est.

Man mano che proseguivo nella ricerca emergevano illuminanti anche le scoperte, che avvenivano puntualmente sempre in concomitanza di incontri con persone speciali.

Attraverso questi incontri facevo la scoperta di mondi interiori che si rivelavano per me affascinanti, anche quando all’esterno queste persone portavano il segno del fallimento sociale, politico od economico.

Nei loro racconti di vita usciva la parte migliore del loro essere, le loro aspirazioni ideali, il desiderio di evolvere, di realizzare la migliore versione di se stessi anche quando essa contrastava con chi erano al secolo, con il loro io storicizzato. In gran parte le loro crisi derivavano proprio dalla tensione, dal conflitto tra ciò che erano e ciò che avrebbero desiderato essere... PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCA SU LEGGI TUTTO

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11
January
2014

Qual è il vero successo? (Parte I)

Marco Ferrini

La conoscenza di noi stessi e dell'altro è il primo passo necessario da compiersi se vogliamo evolvere, progredire, star  bene e  realizzare lo scopo della  vita.

Tale conoscenza si acquisisce se prestiamo attenzione al piano intellettuale-razionale ma allo stesso tempo anche a quello emozionale, e soprattutto se andiamo alla ricerca dell'identità spirituale profonda di una persona.

Emozioni e pensieri sono come due correnti di acque psichiche che dovrebbero trovare una loro integrazione sul piano spirituale, essenziale per acquisire una conoscenza profonda di noi stessi e dell'altro e per armonizzare le varie componenti della personalità facendone un modello evoluto e piacevole, capace di interagire costruttivamente con il mondo e con i vari soggetti.

Uno dei principali temi che mi ha da sempre stimolato nella vita è come entrare in rapporto con gli altri, con i nostri compagni di viaggio nel percorso della vita, offrendo a ciascuno un contributo di valore, la possibilità di esprimersi e realizzarsi anche attraverso di noi.... PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCA SU LEGGI TUTTO

Categoria: Riflessioni

01
January
2014

Auguri con il Cuore!

Marco Ferrini

Un Augurio di Felicità

Categoria: Riflessioni

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Ultimi commenti

  • grazie per ricordarci il vero piano della Realtà, per gradi accessibile...grazie
    Beatrice

    Beatrice

    19. February, 2016 |

  • grazie per questa chiara e vera descrizione, che ci incoraggia al senso di responsabilità personale, grazie
    Beatrice

    Beatrice

    27. January, 2016 |

  • Grazie. Come sempre articoli molto interessanti
    Michele Francesconi

    Michele Francesconi

    29. December, 2015 |

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