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Riflessioni

31
August
2011

Progettare e realizzare la nostra vita

Marco Ferrini

Marco Ferrini blogLe persone passionevoli, rajasiche, sono pervase da desideri ardenti e incontenibili, e da questi sono travolte. Esse son intelligenti, volitive e capaci di realizzare quel che si prefiggono. Ma poiché quel che si prefiggono non è lungimirante, risulta di scarso interesse, deludente, poco dopo l'ottenimento dello scopo.
Sia questo un matrimonio, una carriera, o quant'altro. Le persone rajasiche, sono inclini a farsi forti aspettative. Se queste aspettative sono incoraggiate ma poi non si realizzano (in tutto o in parte), tali persone passano alla critica distruttiva.
Chi le asseconda rischia, nel tempo, di vederle trasformarsi da amiche a nemiche, da sostenitori a detrattori. Tali persone costituiscono una forza preziosa nella realizzazione di qualsiasi impresa, ma le si deve costantemente educare, favorendo la loro trasformazione verso sattva-guna.
Qualsiasi intraprendere, per durare dev'essere saldamente fondato in sattva guna. È sattva-guna che sostiene un ideale e qualsiasi impresa che da esso scaturisca. Sattva-guna rischiara la coscienza, consente di sperimentare la gioia, il distacco e la rinuncia, la compassione e la carità e, attraverso lo sviluppo della consapevolezza della temporaneità di questo mondo, ci predispone verso la realizzazione spirituale e l'Amore divino e immortale. (per approfondimenti, vedi Bg XIV cap e Bhagavata Purana XI canto: Uddhava-gita)

Categoria: Riflessioni

25
August
2011

Guardare alla morte da un'altra prospettiva (conclusione)

Pubblicato sulla rivista Scienza e Conoscenza (numero 30 del 2009) Marco Ferrini

Guardare alla morte da un'altra prospettiva di Marco FerriniCome aiutare la persona ancora imprigionata in quello scafandro ormai logoro? Come stimolarla a prepararsi interiormente al suo abbandono? Come orientare il  percorso evolutivo che principierà dopo l'attestazione della sua morte clinica?
La risposta a questi interrogativi è importante non solo per chi opera nel settore sanitario ma per ogni individuo. Accoglienza, assistenza e accompagnamento sono in questo ambito tre concetti chiave.
Accogliere significa incontrare l’altro, aprire non solo le braccia, ma anche il cuore e la mente. Assistere vuol dire intervenire con delicatezza, entrando in empatia, prestando ascolto alle modalità e ai bisogni dell’altro. Accompagnare significa mettersi a fianco della persona, senza precederla, ponendosi quasi dietro di lei, essere una presenza umile e affettuosa, stimolandola a procedere. Accompagnare è sospingere dolcemente, far giungere a destinazione con calore e bontà, con empatia, compassione e misericordia.

Categoria: Riflessioni

23
August
2011

Guardare alla morte da un'altra prospettiva

Pubblicato sulla rivista Scienza e Conoscenza (numero 30 del 2009) Marco Ferrini

Le grandi innovazioni della tecnologia medica e della scienza sono in grado oggi di mantenere in vita malati per i quali in passato non vi era nessuna speranza, di prolungare artificialmente l'esistenza pur sapendo che non ritroveranno mai più una condizione di salute e di vita accettabili. Tale situazione viene comunemente definita “accanimento terapeutico”. La definizione di morte cerebrale, risalente alla fine degli anni '60,  ha permesso peraltro lo sviluppo della chirurgia dei trapianti, quando in precedenza il prelievo degli organi da un paziente con cuore ancora battente era comunque considerato reato.
Al centro dell'odierno dibattito scientifico e sociale  ci sono interrogativi sempre più cruciali: fino a che punto è giusto mantenere in vita un corpo ormai logoro e incapace di assicurare la minima dignità all'insieme psico-fisico definito persona? Qual è la linea che segna il confine decisivo tra l'ineludibile assistenza medica e l'accanimento terapeutico?
La recente vicenda di Eluana Englaro ed altre simili, come quelle di  Piergiorgio Welby e di Terry Schiavo,  hanno fatto riflettere il mondo intero,  evidenziando l'urgenza di tale riflessione.

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15
July
2011

Esercizio della determinazione e della perseveranza

Marco Ferrini

Marco Ferrini - Esercizio di determinazione e perseveranzaLa determinazione è uno stato mentale che può essere coltivato e sviluppato con la giusta predisposizione. Come tutti gli stati mentali, la determinazione scaturisce da fattori psicoemotivi e attitudinali ben precisi, tra questi:

1. Desiderio. In presenza di un desiderio intenso e ben definito è più facile  sviluppare e mantenere la determinazione nel perseguire l'obiettivo che ci si è prefissi.

2. Definizione di scopo. Sapere ciò che si vuole è la prima cosa e, forse, la più importante, per sviluppare la determinazione. Una forte motivazione aiuta a superare difficoltà iniziali e imprevisti.
3. Fiducia in se stessi. II credere nella propria capacità di poter conseguire un risultato, incoraggia a seguire il piano con determinazione.
4. Definizione di programmi. Programmi organizzati, sebbene inizialmente non accurati e non ben centrati, incoraggiano la determinazione e rafforzano la perseveranza.

Categoria: Riflessioni

14
July
2011

Sviluppo della determinazione e della perseveranza

Marco Ferrini

MArco Ferrini - Determinazione e perseveranzaAnalizzando il rapporto tra il sé e la volontà da una parte e le varie altre funzioni psichiche dall'altra, possiamo renderci conto di quanto sia stretto, convergente, quasi identificante, il legame tra la volontà e il sé, e quanto attraverso la volontà il sé agisca sulle altre funzioni psichiche, le governi e le orienti. Rimaniamo comunque aperti all'esistenza di altri due rapporti: il primo tra il sé spirituale e il suo riflesso distorto (l'ego) – quale somma dei contenuti psichici con i quali il soggetto si identifica –; e il secondo tra il sé individuale (spirituale) e il Sé cosmico, l'Anima Suprema o Dio per i religiosi e i teologi. Mentre il primo rapporto è spesso conflittuale, perché l'anima interagisce con una distorsione (con l'ego, personalità storica e transitoria), il secondo invece, quello con il Sé cosmico, è beatifico, fonte di completa armonia, di estasi. Il problema della volontà, dunque, consiste in quale dei due rapporti privilegiare.

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04
July
2011

Ritrovare il senso - Quarta e ultima parte

Marco Ferrini

Dentro di noi vi sono potenti energie, aspirazioni elevate, ideali, ed è per realizzarli che dobbiamo superare dipendenze e condizionamenti e trasformare ogni relazione in un rapporto propedeutico e funzionale allo sviluppo spirituale. In questo modo possiamo gradualmente imparare a riconoscere e a seguire quella voce potente e profonda che è la nostra originaria.
La voce del sé, il richiamo del Divino dentro ognuno di noi. Allora scopriremo che le relazioni e le avventure mondane, pur avvincenti che possano sembrare, non potranno mai eguagliare la bellezza delle emozioni e delle esperienze spirituali.
Perché non cedere insulsi pezzetti di vetro per acquisire il magnifico diamante della Bhakti?
Perché non barattare il piacere e la fama mondani per ottenere la realizzazione spirituale, la beatitudine, per dedicarsi alla ricerca di Dio?
Anche chi in questa vita non è stato madre, può fare la meravigliosa esperienza di sentire crescere dentro di sé la creatura della Bhakti, diventando umile, imparando a vincere ogni vanagloria e superbia, affidandosi alla guida di chi è saggio e devoto a Dio, abbandonando ogni tendenza all'auto-referenzialità che è nutrimento dell'ego, che blocca, chiude, distrugge. Per liberarsi dall'ego occorre farsi discepoli di autentici Maestri, essere umili e servire autenticamente.

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01
July
2011

Ritrovare il senso - Terza parte

Marco Ferrini

Ritrovare il senso

C'è chi tenta di sfuggire al tradimento rifiutando drasticamente i rapporti con gli altri, ma poi la persona si sente sola, desolata, vuota. Chi invece ricerca l'intervento di Dio può stabilire relazioni con chiunque senza mai sentirsi deluso o tradito e può stare bene anche se è solo in compagnia di se stesso, perché il fulcro della sua affettività è fondato su Dio, sul Suo amore eterno ed infinito.
Mai in nessuna circostanza tale persona può sentirsi sola perché la presenza del Signore riempie tutto il suo spazio interiore con una gioia che nessuna umana relazione o mondana impresa potrebbero dare.
Chi non ha sperimentato questo stato di coscienza, potrebbe chiedersi: “Come fa quella persona a star bene da sola?”. Ma questa domanda nasce solo perché non si capisce che la solitudine a quel livello non esiste, poiché la persona ha realizzato dentro di sé la presenza di Dio, la pienezza del suo esserci, e con essa il totale appagamento, la liberazione da ogni forma di dipendenza.
Anche la Natura diventa speciale amica e compagna di viaggio dell'innamorato di Dio che ha abbandonato gli attaccamenti mondani, che non è più identificato con il suo io storico avendo realizzato il suo sé spirituale in comunione con il Supremo. Quando la persona non agisce più per i suoi interessi egoistici ma opera in spirito di offerta al Signore, per il bene di tutti, secondo il progetto divino che muove l'universo, avviene come un capovolgimento nella sua vita: la Natura, da severa e dura, diventa tenera madre, delicata e dolce, casta e pura.

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30
June
2011

Ritrovare il senso - Seconda parte

Marco Ferrini

CONTINUA DAL POST DI IERI...

I Maestri della Bhakti ci esortano a ritrovare il senso del vivere nel nostro quotidiano operare e ci mettono in guardia da tutto ciò che ostacola questa ricerca, anche dalla cosiddetta conoscenza quando è intesa solo come fine a se stessa e non funzionale all'evoluzione; si deve ricercare non quella conoscenza che inorgoglisce ma quella conoscenza che libera, che ci fa distaccare da condizionamenti, attaccamenti e sofferenze, che ci fa distinguere tra eros e amore e tra amore e amore, perché anche l'amore lo si può realizzare a differenti livelli. Esiste l'amore umanitario, che è sì virtuoso ma è come una lucciola nei confronti del sole che è l'amore per Dio, che è di dolcezza suprema e ineffabile quando Dio comincia a giocare con il suo devoto innamorato.

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29
June
2011

Ritrovare il senso - Prima parte

Marco Ferrini

In un colloquio con una cara persona avvenuto qualche giorno fa, ho fatto alcune riflessioni che qui vi riporto per il piacere della condivisione.

Nelle tragedie in chiave moderna di Shakespeare, ma anche nell'Inferno della Commedia di Dante, incontriamo personaggi che intendono il mondo come privo di senso ontologico. Per loro solo il potere ha senso. Solo la lussuria e l'avidità sono i motori del mondo. Questa medesima concezione è espressa nel sedicesimo capitolo della Bhagavad-gita quando Krishna descrive le caratteristiche delle persone ottenebrate: esse non conoscono l'arte dell'agire, né quella della rinuncia; in loro non si trovano né purezza, né buon comportamento, né veridicità. Dicono che il mondo è frutto del caos, senza fondamento, senza un'intelligenza ordinatrice, solo mosso e governato dalla libido, dalla “concupiscentia carnis”, dalla cupidigia. Ma a questa prospettiva se ne può e se ne deve contrapporre un'altra: quella in cui il mondo, il tempo e la storia hanno il loro senso; in cui tutto ha senso secondo il progetto dell'universo finalizzato all'evoluzione etica e spirituale, e questa prospettiva certamente non manca in Dante e nella Bhagavad-gita. In questa visione tipica delle culture tradizionali, l'essere umano risulta investito di una grande responsabilità.

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20
June
2011

L'Amore

Marco Ferrini

L'amore è un sentimento esuberante, autosufficiente, un'espressione naturale e spontanea della nostra matrice più profonda, della nostra spiritualità ed è un'offerta perenne.

L'Amore - MArco Ferrini BlogLa sua prerogativa è dare e dimenticare, in quanto l'atto di dare è già il suo appagamento. Ogni autentica tradizione spirituale asserisce che l'essere umano è progettato per la felicità e l'amore é indubbiamente la sua espressione più alta. Delle innumerevoli forme d'amore, la più elevata è quella spirituale, concentrata sul Sé supremo. Questo sublime livello d'amore, sebbene costituisca funzione e bisogno imprescindibile di tutti gli esseri, non è un sentimento ordinario, ma un'ambiziosa meta cui andare attraverso un viaggio interiore e conquistare con la scoperta della nostra natura immortale di origine divina.

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10
June
2011

Ahimsa: l'arte di esercitare la compassione tutti i giorni

Marco Ferrini

Marco Ferrini - Religioni e rispetto per gli animali

Se una religione dichiara di preoccuparsi dell'anima degli uomini, ma al contempo mostra indifferenza verso le atrocità inflitte alla moltitudine di poveri animali giornalmente macellati, ciò rattrista e induce sempre più persone a chiedersi quale ruolo abbia la pietà in tale religione.
Se alla religione viene sottratto il basilare valore della compassione verso tutte le creature, quanto resta allora della sua validità (e credibilità) sul piano della giustizia universale?
Interroghiamoci dunque sulla provenienza del cibo che mangiamo, e se scopriamo che proviene dalla macellazione non esitiamo a modificare la nostra dieta.

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08
June
2011

Contro la violenza, anche verso gli animali!

Marco Ferrini

In ogni tradizione religiosa occupa una posizione centrale il comandamento “Non uccidere!”.  Nei Veda tale principio viene estesamente espresso con il concetto di ahimsa, ‘non nuocere agli altri’,  che occupa la centralità della vita religiosa del sadhaka, o studente dedicato alla disciplina spirituale.
Prima ancora che nelle Sacre Scritture, la “non violenza” è una legge scolpita nel cuore di ogni essere umano. Uccidere repelle ognuno in base alla propria sensibilità, ed è evidente che questa ingiunzione così come intesa nelle Scritture religiose non è limitatamente riferita all'uccisione degli esseri umani.

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18
May
2011

Breve video sul Ruolo della Volontà

Video presentazione del libro Marco Ferrini

Una breve video presentazione del libro "Il Ruolo della Volontà".

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16
May
2011

Il Ruolo della Volontà

Marco Ferrini

La nostra esistenza è l'esito delle nostre scelte. Ognuna di esse infatti determina la nostra vita di persone in relazione con gli altri e in quanto individui singoli. Ogni scelta ha alla base un atto volitivo, dunque la volontà è l'albero motore della nostra esistenza.
Imparare ad educare e sviluppare la forza di volontà è uno dei primi requisiti per vivere come signori nella nostra dimora interiore ed evolvere al meglio con e per gli altri, fino a provare l'esperienza dell'Amore. Il libro contiene insegnamenti e metodi Yoga che possono aiutare lo sviluppo di una volontà forte e saggia.

L'analisi delle cause principali di difetti caratteriali e di conseguenti malesseri esistenziali, chiarisce quali sono gli atteggiamenti, i comportamenti e le scelte sbagliate che ostacolano il risveglio delle più pregiate risorse interiori e quelli che invece favoriscono lo sviluppo delle naturali sapienza e felicità latenti in ogni essere umano. Qui si trovano insegnamenti e pratiche che aiutano a resistere a pressioni e inquinamenti psicologici che oggi incalzano e minacciano l'umanità.
Questo libro offre a chiunque lo legga strumenti per poter vivere con gioia, coerenza e libertà interiore, facendo scelte più consapevoli, utili al benessere e all'evoluzione spirituale e pratica, propria e altrui.

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10
May
2011

Il valore delle relazioni

terza e ultima parte Marco Ferrini

Fare un progetto di vita e lavorarci con continuità ci stimola a conoscerci  profondamente, a discernere tra il nostro io storico e il vero sé, tra obiettivi illusori e scopi di valore, tra relazioni effimere e relazioni propedeutiche al risveglio della coscienza, il tutto per favorire il grande viaggio di ogni essere umano verso la più elevata consapevolezza e la realizzazione del Divino dentro e fuori di sé. In ogni pensiero, desiderio, parola ed azione possiamo esprimere con intensità e ogni giorno con rinnovata freschezza la nostra istanza profonda di conoscere e amare noi stessi, gli altri e Dio, amando Dio in ogni essere e ogni essere in Dio. In questo modo dentro noi e in ogni persona che incontriamo getteremo semi di  amore vero, quel sentimento puro e universale che può appagare completamente l'anima.
Per sviluppare questo supremo amore occorre sviluppare le qualità dell'anima come fedeltà,  lealtà, castità, trasparenza, pulizia, veridicità, senso di responsabilità, affidabilità, compassione, coraggio, amicizia, determinazione, perseveranza, imprimendole nella mente e soprattutto nel cuore, non con sterile forza di volontà e freddo raziocinio, che rischiano di sfociare in caparbietà e durezza, ma con l'impeto vitale dell'anima che rende interiormente forti ma flessibili,  determinati ma dolci, entusiasti e pazienti allo stesso tempo, per la fede realizzata nelle infinite potenzialità del sé e per quella sviluppata capacità di equilibrio dinamico che ci tiene in piedi anche quando siamo urtati, anche se qualcuno ci provoca o ci disturba con un comportamento offensivo. Se seguissimo gli impulsi della mente reagiremmo con collera, con stizza, tirando fuori il peggio di noi, ma grazie alla pratica di una disciplina di vita, possiamo riuscire a trasformare queste pulsioni, canalizzando in modo costruttivo il loro potenziale energetico. La collera viene allora trasformata in parole che scrollano le persone dall'illusione senza ferirle, senza far perdere la speranza, ridando loro visione.

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09
May
2011

Il valore delle relazioni

seconda parte Marco Ferrini

Avviare relazioni affettive basandosi su criteri di estetica superficiale, quella ingannevole delle forme, vuol dire condannarsi a fallimenti sicuri. “Non t'inganni l'ampiezza dell'entrare”, dice Minosse a Dante, e continua: “Bada di chi te fide”. Ciò è importante per non intraprendere relazioni frutto di scelte avventate, il cui esito non può essere che frustrazione, sofferenza, tante volte depressione e disperazione.
Impegniamoci ad interagire con gli altri con il costante ed unico desiderio di beneficarli, di  perseguire il loro successo, quello vero, che è di natura puramente spirituale: ciò rappresenterà la migliore protezione per la nostra vita, per noi stessi, per le nostre relazioni. Sarà il principio potente, seppur invisibile, che guiderà in senso evolutivo ogni nostra scelta e ci orienterà sempre nella giusta direzione ad ogni cruciale bivio della vita. Impariamo a relazionarci sempre lasciando la possibilità agli altri di accogliere o rifiutare la nostra offerta di amore, perché l'amore vive di libertà.

Categoria: Riflessioni

05
May
2011

Il valore delle relazioni

prima parte Marco Ferrini

La qualità delle relazioni è garantita solo se sappiamo apprezzare il valore e le qualità degli altri e della relazione in sé. La carenza o addirittura la mancanza di tale apprezzamento produce un deserto relazionale. Per ovviare a ciò, primo passo indispensabile è imparare a riconoscere i pregi a chi li ha.
Cosa dire, quando, quanto e a chi non è sempre facile da capire o da intuire: le relazioni umane sono un universo complesso. A volte mettiamo il cuore in una relazione, cerchiamo di svilupparla al meglio delle nostre possibilità, eppure non riusciamo a costruire con l'altro quel che era nelle nostre intenzioni. A noi spetta impegnarci e fare il massimo, con intento evolutivo, con gioia e desiderio di crescere assieme ma senza aspettative, sempre aperti alla risposta dell'altro, rispettando l'altrui libertà. Se davvero desideriamo imparare ad amare gli altri, non ci adageremo passivamente sulle persone sviluppando con loro relazioni morbose, di dipendenza, caricandole delle nostre aspettative e pretese egoiche e con queste soffocando la possibilità di interagire ed operare favorevolmente per il bene comune. Chi non riesce a mettere in pratica questo basilare principio, crolla con il crollare della relazione: perde quota e cade al suolo senza neanche aver avuto il tempo di accorgersene.
Investiamo nelle relazioni le nostre migliori energie, tutta l'intelligenza e il cuore, ma facciamolo senza ammalarci di perfezionismo, essendo umilmente consapevoli degli umani limiti, nostri e altrui. Anche ciò ci aiuterà ad apprezzare il valore di ciò che stiamo costruendo.

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28
April
2011

Famiglia, genitori e figli

Marco Ferrini

Nei periodi di rapida trasformazione socioculturale come quello che stiamo vivendo è doveroso chiedersi se e come possano sopravvivere rapporti familiari delicati ed essenziali come quelli tra genitori e figli, senza che si smarriscano il senso e lo scopo ultimo di questa relazione basilare per ogni individuo, finalizzata allo sviluppo umano e spirituale.
Genitori e figli, oggi, con una struttura familiare sempre meno imperniata su valori etici e spirituali, rischiano di naufragare in una specie di "terra di nessuno" dai confini incerti, dove sentimenti, ruoli e comportamenti devono essere spesso improvvisati e sperimentati a prezzo di gravissimi danni umani, individuali e collettivi.
La predominante influenza della cultura edonistico-consumistica, ha progressivamente distolto l'attenzione della maggioranza della gente da un percorso di sviluppo spirituale, accreditando al suo posto pseudo-valori che hanno profondamente trasformato e deformato i concetti di persona e famiglia.

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26
April
2011

A wonderful mind - Una mente meravigliosa (completo)

Come trasformare l'io ordinario nel vero sé una mente ribelle in una mente meravigliosa Marco Ferrini

Da tempo immemorabile dentro di noi sembra che convivano due “esseri”. Tra l'io superiore e l'io ordinario si combatte una perenne battaglia per il predominio sul regno della coscienza. Per l’essere umano condizionato, i dilemmi più penosi sono creati dalla estenuante tensione tra i due poli, che presentano soluzioni tanto diverse quanto sono diverse le loro motivazioni. Tali tensioni perdurano fintanto che l’io ordinario - prodotto di scelte arbitrarie della psiche - non viene armoniosamente reintegrato nel campo energetico dell'io superiore, l’anima. I dubbi che la mente talvolta insinua sono legati al cangiante e mutevole mondo dell’impermanenza, ed è normale che il fenomeno si intensifichi in prossimità di scelte di vitale importanza. In ciascuna di queste fasi è l’io ordinario che protesta, ma non fatevi intimorire. Finora l'io ordinario, il falso ego l’ha fatta da padrone, ha oscurato il vostro io superiore, il vero sé: vi ha tiranneggiati impunemente vita dopo vita, vi ha resi schiavi di illusori progetti di felicità, di farneticanti ambizioni e della paura della morte. Adesso che lo state spodestando, che state per riguadagnare la libertà, ovviamente si ribella. L’io ordinario, detto anche “falso ego”, è sospettoso, arrogante, orgoglioso, egocentrico, insoddisfatto e irritabile. E’ come una bestia scaltra e famelica, sempre in cerca di preda nella forma di prestigio e piaceri illusori. L’io superiore è il sé, l’essere spirituale nascosto, l’atman, la cui chiara voce di saggezza solo raramente abbiamo udita ed ascoltata. Il falso ego è il Distruttore, il principio di separazione. E' l'antagonista dell'Amore. L'ego dà l'illusione di raggiungere la felicità, ma a contatto con esso non vi è che piacere effimero.

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22
April
2011

Seminario di Primavera dal 22 al 26 aprile

Bhagavad gita, Antropologia di una Civilta' Marco Ferrini

Viaggio alla scoperta della Felicità.
Esiste un Bene Supremo che ogni essere può realizzare dentro di sé e che ci salva dall'impermanenza di tutte le cose di questo mondo.

Lettura e commento dei Canti IX e X della Bhagavad gita.

Albettone (VI), 22-26 Aprile 2011 Villa Prosdocimi - Via Roma 9, Albettone (VI)

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  • grazie per ricordarci il vero piano della Realtà, per gradi accessibile...grazie
    Beatrice

    Beatrice

    19. February, 2016 |

  • grazie per questa chiara e vera descrizione, che ci incoraggia al senso di responsabilità personale, grazie
    Beatrice

    Beatrice

    27. January, 2016 |

  • Grazie. Come sempre articoli molto interessanti
    Michele Francesconi

    Michele Francesconi

    29. December, 2015 |

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